29 Apr, 2026 - 17:37

Forza Italia, partita doppia tra Lombardia e Campania: Tajani prova a blindare l’unità

Forza Italia, partita doppia tra Lombardia e Campania: Tajani prova a blindare l’unità

C’è un filo sottile che lega Milano al Vesuvio, e passa tutto per il tavolo di Antonio Tajani. È lì che si sta giocando una partita delicata per il futuro di Forza Italia, stretta tra la necessità di celebrare i congressi regionali e il rischio concreto di trasformarli in una resa dei conti interna.
L’ordine arrivato da Cologno Monzese, dopo il faccia a faccia con la famiglia Berlusconi, è stato chiaro: niente congressi se non c’è unità. Tradotto, evitare a tutti i costi quella “guerra delle tessere” che rischierebbe di certificare divisioni profonde nel partito. Una linea che Tajani ha fatto sua, provando a trasformarla in una strategia operativa.
A gestire il dossier è stato chiamato Alberto Cirio, con un mandato preciso: trovare una quadra politica nelle regioni più delicate, costruendo soluzioni condivise e, soprattutto, evitando strappi.


Lombardia, il laboratorio del “ticket” anti-scontro


È in Lombardia che il nuovo schema prende forma. L’idea che circola con sempre maggiore insistenza è quella di affiancare al coordinatore regionale una figura di vice con poteri reali, una sorta di bilanciamento politico capace di tenere dentro tutte le anime del partito.
Un modello che avrebbe già trovato una prima applicazione concreta nel confronto tra Cirio e Letizia Moratti, andato in scena a Milano. Sul tavolo, il futuro del coordinamento lombardo: accanto ad Alessandro Sorte potrebbe arrivare un vice di peso, con il nome di Alessandro Cattaneo che circola con insistenza.
Il messaggio è chiaro: nessuno deve restare fuori. Il ticket diventa così uno strumento di compensazione, ma anche un modo per disinnescare sul nascere eventuali ribellioni. Una soluzione che, nelle intenzioni, dovrebbe permettere di arrivare al congresso — previsto nei primi giorni di luglio — senza traumi.


Campania, il vero nodo da sciogliere


Se la Lombardia rappresenta un laboratorio politico, la Campania è invece il vero campo minato. Qui il congresso regionale non ha ancora una data e il clima è tutt’altro che disteso.
All’ombra del Vesuvio, cresce l’insofferenza verso la gestione del coordinatore regionale Fulvio Martusciello, considerato troppo vicino alla linea romana e poco attento alle dinamiche locali. Un malessere che si è manifestato anche in modo plastico, con l’assenza di diversi parlamentari campani a un evento simbolico come la festa per i 50 anni del PPE.
Non si tratta di semplici malumori, ma di un segnale politico preciso: una parte del partito chiede discontinuità e, soprattutto, un vero confronto interno.


La richiesta di “trasparenza” che agita gli azzurri


A dare voce al disagio è Raffaele De Rosa, che mette in fila le criticità senza troppi giri di parole. La richiesta è quella di un “confronto serio e trasparente”, capace di coinvolgere tutte le energie del partito.
Dietro questa formula, però, si nasconde una diffidenza crescente: il timore che il congresso possa trasformarsi in una semplice ratifica di decisioni già prese altrove. Un rischio che, se confermato, potrebbe acuire ulteriormente le tensioni.
Il rinvio della data del congresso, in questo senso, non è solo un dettaglio organizzativo ma il segnale di una trattativa ancora aperta e tutt’altro che semplice.


Equilibri fragili e partita ancora aperta


Tra Lombardia e Campania, Tajani si muove su un crinale stretto. Da un lato la necessità di tenere insieme il partito, dall’altro la pressione di territori che chiedono maggiore autonomia e rappresentanza.
Il “modello ticket” potrebbe funzionare al Nord, dove la mediazione appare più avanzata. Ma al Sud la partita è ancora tutta da giocare, con il rischio che i malumori si trasformino in qualcosa di più strutturato.
La sensazione, nei corridoi azzurri, è che la vera sfida non sia tanto celebrare i congressi, quanto evitare che diventino il detonatore di una crisi interna. E in questa partita, ogni mossa può fare la differenza.

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