Il Patto di Stabilità europeo continua ad agitare la maggioranza di governo al cui interno esistono posizioni decisamente differenti.
Da settimane, dinanzi al rischio di recessione, la Lega spinge per l'uscita o quanto meno per una deroga ai vincoli di finanza pubblica imposti da Bruxelles per poter finanziare misure urgenti per contrastare la crisi economica legata alla guerra in Iran.
Oggi, durante il question time alla Camera, il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini ha ribadito la posizione del suo partito affermando che, per finanziare le misure contro il caro-carburante (domani il governo varerà un nuovo taglio delle accise) si potrebbe ricorrere a una "deroga ai vincoli del Patto di Stabilità".
Ed è proprio sulla possibilità chiedere l’attivazione delle clausole di flessibilità del Patto di Stabilità che il centrodestra sembra essere riuscito a trovare una sintesi interna.
Il problema, tuttavia, rimane il muro di Bruxelles, ieri il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis ha detto:
"La nostra raccomandazione è generalmente quella di mantenere una risposta contenuta e di restare all'interno dei parametri dei piani strutturali di bilancio nazionali".
Ieri, rispondendo alle domande alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, ha chiarito che ci sono due articoli nel Patto di Stabilità, "fatti apposta" in caso di "situazioni eccezionali", ovvero, la clausola di deroga generale (art.25) e quella di deroga nazionale (art.26).
Due clausole che consentono agli stati di poter derogare ai vincoli del Patto di Stabilità in situazioni di emergenza.
Ha detto Giorgetti, che poi ha spiegato:
Il ministro dell'Economia ha chiarito che il governo auspica l'attivazione della clausola di deroga generale, ma “non escludiamo l’attivazione dell’articolo 26”, cioè quella di deroga nazionale “perché funziona e 16 paesi l’hanno adottata per escludere le spese per la difesa”.
Sempre ieri, in conferenza stampa dopo l'approvazione del Decreto Lavoro, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aveva detta che la "deroga generale al patto di stabilità" non andrebbe esclusa.
Il punto della questione, tuttavia, è un altro, ovvero: quanto potere decisionale hanno gli stati membri su questo tema?
La risposta è poco, o nessuno. Nel Patto di stabilità e crescita uno Stato non può decidere da solo di non rispettare le regole.
Può chiedere di usare delle clausole di flessibilità, ma serve sempre il controllo della Commissione europea e l’approvazione del Consiglio dell'Unione Europea.
La clausola generale si attiva solo se c’è una crisi grave in tutta l’Europa ed è decisa a livello europeo. Quella nazionale può essere richiesta da un singolo Stato, ma non è automatica e deve essere approvata.
Per questo non è possibile “uscire dal Patto”: si possono solo usare le regole di flessibilità già previste. Ed è quello che l'Italia sembra intenzionata a fare.
Il governo sta cercando una sintesi tra posizioni diverse puntando sull’uso delle clausole di flessibilità del Patto di stabilità, in particolare sull’ipotesi di attivare le clausole per circostanze eccezionali, piuttosto che su un’uscita dal Patto, che non è giuridicamente possibile.
Le posizioni, comunque, al momento sono ancora distanti, soprattutto tra Lega e Forza Italia.
Ha dichiarato il vicepremier della Lega Matteo Salvini secondo il quale "rivedere il Patto di stabilità non è una questione tecnica, è una scelta immediata per evitare i problemi".
Contrario all'uscita dal Patto di Stabilità l'altro vicepremier Antonio Tajani ha aperto però alla possibilità di attivale la clausola di salvaguardia nazionale.
Il leader di Forza Italia, però, ha anche lanciato sul tavolo l'ipotesi Mes:
Il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha dichiarato: