Il caso della grazia a Nicole Minetti è al centro della discussione politica. Probabilmente, anche nelle prossime ore ci saranno risvolti che impatteranno ancora di più sulle istituzioni.
Per questo non è solo un caso giuridico. Ha conseguenze politiche, istituzionali (sul Quirinale e su Palazzo Chigi per via del coinvolgimento del ministero della Giustizia), finanche storiche, visto che inevitabilmente sul banco degli imputati c'è il berlusconismo, una stagione che il Paese pensava fosse stata archiviata ma che invece, per dirla con Marco Travaglio, "come i fantasmi dei morti insepolti che tirano per i piedi i vivi, continua a inquinare quel che resta della democrazia italiana".
In tutto questo, quindi, si inserisce anche il commento di Ilaria Salis, la parlamentare europea di Avs che sottolinea un altro lato della vicenda: quello inerente alla giustizia sociale.
Per Salis, se Minetti ha ottenuto la grazia (nel giro di pochi mesi) è perché "è una potente", non una "povera crista". Perciò si augura lo stesso trattamento per tutti. Tant'è che, ricordando anche i suoi auspici affinché le carceri minorili siano chiuse, qualcuno l'ha già chiamata "Salis-svuotacarceri".
Far parte di una certa cerchia si è rivelato un fattore decisivo per avere la grazia. È questo ciò che pensa Ilaria Salis del caso Minetti. Del resto, il compagno, Giuseppe Cipriani, è un erede della dinastia di ristoratori veneziani che ha dato vita all'Harry's bar. E il padre, Arrigo Cipriani, sarebbe, secondo indiscrezioni di stampa, un amico del ministro Nordio.
Tanto basta alla Salis per fare due più due e questa considerazione affidata ai suoi canali social:
A proposito di giustizia uguale per tutti e di donne che evitano il carcere (o le misure alternative: a Nicole Minetti sarebbero stati inflitti i servizi sociali) Ilaria Salis ha definito "incredibile come invece il decreto Sicurezza preveda la possibilità di detenere persino le donne incinte".
Ma tant'è: Salis, nei confronti dell'ex consigliera regionale di Forza Italia, sostiene che vuole rimanere garantista:
Ma il punto, per l'europarlamentare, è questo:
Non è la prima volta che Ilaria Salis interviene sull'argomento carceri. Del resto, la sua stessa vicenda, dopo l'arresto a Budapest, l'ha vista protagonista di questa tematica. Così, già a settembre del 2024, si augurò la chiusura del Beccaria a Milano e di tutte le altre carceri minorili:
ebbe a dire in quell'occasione, sottolineando che più che risolvere dei problemi, le detenzioni dietro le sbarre finiscano per crearne altri.