29 Apr, 2026 - 12:43

Re Carlo III al Congresso USA: i punti principali del discorso tra storia e diplomazia

Re Carlo III al Congresso USA: i punti principali del discorso tra storia e diplomazia

Re Carlo III si è rivolto al Congresso degli Stati Uniti il 28 aprile 2026, in un intervento dal forte valore simbolico e politico. Nel suo discorso, il sovrano britannico ha sottolineato i legami storici tra Regno Unito e Stati Uniti, ribadendo l’importanza della “relazione speciale” tra i due paesi in un momento di tensioni internazionali.

Re Carlo III al Congresso USA: il messaggio della “relazione speciale”

Il 28 aprile, Re Carlo III si è rivolto direttamente al Congresso degli Stati Uniti. Il messaggio centrale del monarca britannico era chiaro: due nazioni intrecciate dal destino.

Il monarca ha optato per sottolineare i legami comuni nel corso dei decenni e l’importanza della “relazione speciale” tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. L’obiettivo del Re è stato quindi quello di allentare le tensioni. Re Carlo ha anche toccato temi come l’importanza della NATO e la difesa dell’Ucraina.

Carlo ha aperto il suo discorso ringraziando il Congresso e il popolo americano per averlo accolto negli Stati Uniti in occasione del 250esimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza.

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E per tutto questo tempo, i nostri destini di nazioni sono stati intrecciati. Come disse Oscar Wilde, Oggigiorno abbiamo davvero tutto in comune con l'America, tranne, naturalmente, la lingua!

I riferimenti storici e politici nel discorso

Il Re ha osservato che il potere esecutivo "soggetto a controlli ed equilibri" era una tradizione giuridica britannica, sancita nella Magna Carta, che è diventata un principio cardine della Costituzione degli Stati Uniti.

"Nell'immediato periodo successivo all'11 settembre, quando la NATO invocò per la prima volta l'articolo 5 e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si trovò unito di fronte al terrorismo, rispondemmo insieme all'appello", ha ricordato Carlo nel corso del suo intervento.

Reazioni e significato storico dell’intervento

In un periodo di tensioni tra due potenze storicamente alleate, tra battute, frecciate velate e un accenno a figure come Oscar Wilde e Charles Dickens, ma anche all'ex Segretario di Stato americano Henry Kissinger, il discorso del Re sembra aver riscosso un certo successo, come indicano anche gli applausi e l’ovazione finale. Il monarca britannico ha lasciato l’aula tra strette di mano e sorrisi.

Solo due volte nella storia un monarca britannico ha parlato davanti a una sessione congiunta del Congresso degli Stati Uniti: la prima volta è stata nel 1991, quando intervenne la regina Elisabetta II; questa è quindi la seconda volta che accade, il che sottolinea il valore simbolico del momento.

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