28 Apr, 2026 - 16:42

Orlando, 12 anni, campione di generosità silenziosa

Orlando, 12 anni, campione di generosità silenziosa

Tra una guerra e l’altra abbiamo bisogno di buone notizie, di esempi di bontà. Alcuni giornali ne hanno parlato ma non troppo. Il protagonista è Orlando, un bambino che, racconta Orizzonte Scuola Notizie, giorno del suo dodicesimo compleanno, non ha strappato la carta regalo di nessun pacco. Non perché nessuno gli abbia voluto bene, ma perché lui stesso ha scelto così. Invece dei soliti doni, il bambino ha chiesto ai parenti e agli amichetti di fare tutti insieme una cosa diversa: aiutare i neonati più fragili dell’ospedale della sua città.
Così, mentre i suoi coetanei soffiavano sulle candeline davanti a una torta alla crema, Orlando pensava già a un pacco che stava per arrivare dall’altra parte dell’oceano. Da Milwaukee, nel Wisconsin, sono partiti due guanti speciali chiamati care, strumenti delicatissimi usati nelle terapie intensive per simulare il calore e l’odore della pelle dei genitori sui bambini prematuri.
L’idea non è nata per caso. La nonna paterna di Orlando, che oggi i medici e le infermiere del San Giuseppe, l’ospedale di Empoli, ricordano ancora con affetto, ha lavorato per decenni proprio nel reparto di Neonatologia. “A cena raccontava sempre di quei neonati così piccoli da stare nel palmo di una mano – ha raccontato la mamma del bambino, che ha chiesto di restare anonima come segnala TgCom24 –. E di mamme e papà che non potevano nemmeno toccarli. Orlando ascoltava e non dimenticava”.

Invece dei regali ha chiesto di comprare guanti speciali per neonati

Quando ha cominciato a pensare al suo compleanno, il bambino ha avuto un lampo: “Invece dei regali per me, compriamo qualcosa che serva davvero”. I genitori lo hanno preso sul serio. Hanno aperto una piccola raccolta fondi tra i compagni di classe, le maestre, i vicini di casa. In pochi giorni hanno superato la cifra necessaria per ordinare i due guanti dagli Stati Uniti, comprese le spese di spedizione.
La consegna è avvenuta in sordina, senza telecamere né cerimonie. Orlando si è presentato all’ingresso dell’ospedale con una borsa di tela azzurra, accompagnato dalla sorella maggiore, dalla mamma e dalla nonna. A riceverli c’era Roberto Bernardini, direttore del reparto, che ha voluto mostrar loro la terapia intensiva.
“Quando ha visto quelle culle così piccole, con i tubi e i monitor, Orlando si è messo a piangere – ha raccontato commossa un’infermiera presente –. Poi ha tirato fuori i guanti e li ha consegnati senza dire una parola. Ha solo accarezzato il pacco prima di lasciarlo sul bancone”. Non resta che dire: Orlando sei super.

 

 

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