28 Apr, 2026 - 16:55

Venezi via dalla Fenice, Feltri: "L'hanno mandata via perché non allineata"

Venezi via dalla Fenice, Feltri: "L'hanno mandata via perché non allineata"

La cacciata di Beatrice Venezi dal teatro La Fenice di Venezia è il segnale di un clima preoccupante, a detta di Vittorio Feltri.

Oggi, nella sua rubrica sul Giornale, il direttore si è detto "disgustato" dalla reazione di giubio di chi ha festeggiato il licenziamento del maestro d'orchestra.

Eppure, si tratta di "una professionista che il mondo ci invidia".

Che ha solo un torto, per Feltri: quello di non essere allineata alla cultura dominante soprattutto nel mondo dello spettacolo: quella che sembra guardare unicamente a sinistra.

Feltri difende Venezi: "L'hanno licenziata perché non allineata"

Con l'articolo che questa mattina Vittorio Feltri ha dedicato al caso Venezi, torna in auge il tema degli esponenti del mondo dello spettacolo che sono quasi tutti allineati a sinistra.

Del resto, la difesa dei fondi per il cinema e l'ultima campagna referendaria, quella per la riforma della Giustizia, lo hanno confermato una volta di più.

Attori, musicisti, personaggi della tv, sono quasi tutti omologati e l'hanno dimostrato schierandosi compattamente contro il governo Meloni, reo di essere di destra.

Per Vittorio Feltri, il licenziamento della Venezi è l'altra faccia della stessa medaglia: la direttrice paga il suo non dichiararsi "progressista":

virgolette
La motivazione ufficiale del suo licenziamento è nota: alcune dichiarazioni rilasciate a un giornale straniero nelle quali Venezi avrebbe denunciato dinamiche discutibili all'interno della Fenice (...) Ho l'impressione, anzi la convinzione, che quelle dichiarazioni siano state solo un pretesto, l'occasione utile per compiere ciò che da tempo si stava preparando. Perché la verità è che Beatrice Venezi è una figura scomoda. Non tanto per ciò che dirige, ma per ciò che rappresenta

Beatrice Venezi, una donna che Feltri definisce "libera"

Per Vittorio Feltri, il direttore d'orchestra Beatrice Venezi, alla Fenice, ha pagato il suo essere "donna libera".

virgolette
Non nasconde le proprie idee. Non si adegua. Non si traveste. Non sente il bisogno di dichiararsi progressista per ottenere un lasciapassare in certi ambienti. E questo, nel mondo culturale italiano che pure ama definirsi aperto, pluralista, inclusivo, resta un peccato mortale

Il direttore la mette così:

virgolette
Esiste una egemonia culturale che tollera tutto, tranne chi non si riconosce in essa

Torna quindi, la polemica dell'egemonia culturale della sinistra:

virgolette
Il licenziamento di Venezi non è soltanto una decisione discutibile. È il segnale di un clima. Un clima in cui si preferisce eliminare il problema anziché affrontarlo. In cui si punisce chi parla anziché interrogarlo su ciò che viene detto. In cui si applaude alla caduta altrui come se fosse una vittoria. È una pagina triste

Le parole di Beatrice Venezi: "Io vittima, sono stata bullizzata"

Fatto sta che la diretta interessata non è rimasta in silenzio. Dopo il licenziamento, è passata al contrattacco:

virgolette
Non ho mai mancato, né mai mancherò di rispetto ai lavoratori di alcun teatro. Al contrario, negli ultimi otto mesi ho subito attacchi continui da parte di lavoratori della Fenice: diffamazioni, offese, e veri e propri episodi di bullismo sui social, sui giornali e in televisione, in Italia e all'estero, con l'obiettivo dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e la mia cariera

 

LEGGI ANCHE