Le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano al centro dello scenario geopolitico internazionale, tra negoziati complessi e un fragile cessate il fuoco. In questo contesto si inseriscono le dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che hanno riacceso il dibattito sulla gestione diplomatica del conflitto e sul ruolo di Teheran nei negoziati. Le sue parole hanno inoltre messo in evidenza crescenti divisioni all’interno dell’alleanza occidentale.
Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha dichiarato il 27 aprile 2026 che la leadership iraniana starebbe umiliando gli Stati Uniti, costringendo i funzionari americani a recarsi in Pakistan senza ottenere risultati concreti.
"Gli iraniani sono evidentemente molto abili nel negoziare, o meglio, molto abili nel non negoziare, lasciando che gli americani si rechino a Islamabad e poi se ne vadano senza alcun risultato", ha affermato Merzs agli studenti nella Renania Settentrionale-Vestfalia.
Il leader tedesco ha anche affermato che non è chiaro quale strategia di uscita gli Stati Uniti stiano seguendo nella guerra contro l’Iran, avvertendo che il conflitto potrebbe trasformarsi in una situazione di stallo simile alle guerre in Afghanistan e in Iraq.
Le dichiarazioni di Merz evidenziano le divisioni tra l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump e alcuni alleati della NATO. Nelle ultime settimane, Trump ha criticato diversi paesi dell’Alleanza Atlantica per non aver contribuito con mezzi navali all’apertura dello Stretto di Hormuz.
La rotta commerciale è stata chiusa da Teheran dopo i primi attacchi israelo-americani contro l'Iran del 28 febbraio. Sebbene l’8 aprile sia stato annunciato un cessate il fuoco di 15 giorni tra Stati Uniti e Iran, lo Stretto rimane ancora chiuso.
Pochi giorni dopo l’annuncio della tregua, le delegazioni statunitensi e iraniane hanno avviato un primo ciclo di colloqui a Islamabad senza però raggiungere risultati concreti.
Il 22 aprile Trump ha annunciato la proroga del cessate il fuoco. Un nuovo round di negoziati era, invece, previsto per il 25 aprile. Tuttavia, il presidente americano ha successivamente annullato la visita dell’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e del suo genero Jared Kushner nella capitale del Pakistan.