"Non stiamo procedendo alla cieca: ci stiamo concentrando su aspetti specifici, che grazie agli strumenti di oggi potrebbero fornire riscontri concreti ed elementi utili". Queste le parole di Lorella Martucci, sorella di Roberta, la 28enne scomparsa nel nulla il 20 agosto 1999 da Torre San Giovanni, marina di Ugento, in provincia di Lecce.
La Procura ha infatti accolto l'istanza di accesso ai vecchi fascicoli d'indagine sulla sparizione, avanzata dai suoi legali. Tre le archiviazioni che si sono susseguite negli anni: la prima nel 1999 e la seconda nel 2007, entrambe a carico di ignoti.
La terza è avvenuta nel 2022: l'indagine, aperta per omicidio, era a carico di un cognato della ragazza.
"L'obiettivo è solo uno: arrivare alla verità sulla scomparsa di Roberta", afferma Lorella Martucci in un video realizzato per Telerama. In tutti questi anni non ha mai smesso di chiedere giustizia per sua sorella, come ha raccontato anche in un'intervista a TAG24. Lei ne è sempre stata convinta: quello di Roberta non è stato un allontanamento volontario.
I legali hanno richiesto alla Procura di Lecce anche la copia forense di tutti i supporti informatici, utili per poter procedere, con i mezzi tecnologici oggi a disposizione, a nuove consulenze. L'intento è quello di arrivare a eventuali nuovi elementi che possano portare alla riapertura del caso.
Testimonianze, registrazioni audio e lettere: tutto ciò che è stato raccolto nel corso degli anni potrà essere rianalizzato.
Lo scorso 11 marzo, dopo la testimonianza di una donna venuta a conoscenza per caso della vicenda, sono stati effettuati degli scavi in una zona del litorale tra Marina di Mancaversa e Torre Suda a sud di Gallipoli, alla ricerca dei resti della ragazza.
La testimone ha riferito che, all’epoca della sparizione della 28enne e anche successivamente, aveva notato su quel tratto di spiaggia un cumulo di pietre, dal quale proveniva un cattivo odore. Un ricordo, riaffiorato dopo aver letto sui social la storia di Roberta, che la donna ha quindi collegato alla sua scomparsa.
L'operazione, autorizzata dalla Procura di Lecce per non lasciare nulla d'intentato, ha purtroppo dato esito negativo. Ma Lorella Martucci, assistita da tre avvocati e dalla criminologa Isabel Martina, non si è data per vinta.
Le nuove indagini sull'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, che potrebbero portare a riscrivere il caso anche grazie alle nuove tecnologie, stanno dimostrando come "il tempo non cancelli la possibilità di fare chiarezza", sottolinea Lorella Martucci.
"Anche grazie a questi esempi trovo la forza e la determinazione per andare avanti senza sosta nella ricerca della verità" conclude.