Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la loro uscita dall’OPEC e dall’OPEC+ a partire dall'1 maggio 2026, segnando una svolta significativa nel panorama energetico globale. La decisione arriva in un contesto di forte instabilità nei mercati petroliferi e di crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con possibili ripercussioni sugli equilibri della produzione mondiale di energia.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il 28 aprile 2026 l’uscita dall’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC e OPEC+) a partire dall'1 maggio 2026.
L’organizzazione, fondata il 14 settembre 1960, coordina la produzione petrolifera tra le principali nazioni produttrici di energia. Si prevede che, con l’uscita dall’OPEC, il paese potrebbe aumentare la produzione di energia.
Sebbene la crisi in Medio Oriente scatenata dopo gli attacchi israelo-americani contro l’Iran del 28 febbraio continui a disturbare la fornitura di energia e a influenzare i mercati, si legge in una nota dell’agenzia di stampa statale che nel medio e lungo periodo la situazione generale mostra che la domanda globale di energia continuerà a crescere in modo costante.
Si legge inoltre nella dichiarazione che la decisione presa non cambia l’impegno degli Emirati Arabi Uniti a garantire la stabilità del mercato globale. Al contrario, viene sottolineato che questa scelta rafforza la capacità degli Emirati di adattarsi ai cambiamenti e alle nuove esigenze del mercato energetico internazionale.
Abu Dhabi è entrata a far parte dell’OPEC nel 1967; dopo la nascita degli Emirati Arabi Uniti nel 1971, l’intero paese è diventato membro dell’organizzazione.
Negli ultimi anni, gli Emirati Arabi Uniti hanno avuto un ruolo importante nella produzione petrolifera dell’OPEC, risultando il terzo produttore più grande, dopo Arabia Saudita e Iraq.