26 Apr, 2026 - 16:18

Tragedia di Catanzaro, come sta la bimba sopravvissuta: "Quadro promettente”

Tragedia di Catanzaro, come sta la bimba sopravvissuta: "Quadro promettente”

"La bambina è stata estubata". La piccola Maria Luce, precipitata nel vuoto dalla madre insieme ai due fratelli più piccoli e miracolosamente sopravvissuta, continua a lottare nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale pediatrico Gaslini di Genova, dove si trova in prognosi riservata.

L'ospedale ha reso noto che la bambina, da oggi 26 aprile 2026, non è più sedata.

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Dopo il ricovero d'urgenza all'ospedale di Catanzaro, Maria Luce è stata trasferita a Genova la notte del 23 aprile. Determinante si è rivelato il contributo dell’Aeronautica Militare (31° Stormo), che ha garantito il trasporto sanitario, assicurando la piena continuità delle cure e la massima sicurezza durante il volo. Un medico e un'infermiera di terapia intensiva hanno infatti raggiunto la piccola direttamente nel capoluogo calabrese, collaborando con i colleghi.

"Nonostante la gravità delle lesioni riportate, già presso l’ospedale di Catanzaro la piccola era stata stabilizzata in maniera ottimale" hanno comunicato dal Gaslini. "L’obiettivo primario dell’équipe è ora il mantenimento della stabilità clinica, per favorire le massime potenzialità di recupero, con particolare attenzione all’aspetto neurologico".

La direzione sanitaria ha fatto sapere che, nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 aprile, la bambina è stata estubata e non è più sottoposta alla ventilazione meccanica. "Il quadro neurologico appare, al momento, promettente", è la buona notizia che arriva dai medici.

I funerali di Anna Democrito e dei suoi due figli

Nel pomeriggio di ieri, sabato 25 aprile, una chiesa gremita e composta ha accolto i feretri delle tre vittime della tragedia per l'ultimo saluto.

Le esequie di Anna Democrito, 46 anni, e dei piccoli Giuseppe e Nicola, di 4 anni e 4 mesi, sono state officiate nella Basilica dell'Immacolata dall'arcivescovo Claudio Maniago. 

Alla cerimonia era presente il marito e padre delle vittime, Francesco Trombetta, rientrato da Genova, dove si era recato per stare sempre accanto all'unica figlia sopravvissuta, insieme alle autorità cittadine e locali, tra cui il sindaco della città, Nicola Fiorita.

È stato proprio il papà a portare la bara del bimbo più piccolo in spalla, per poi inginocchiarsi davanti all'altare, accanto alle bare di sua moglie e dei suoi figli.

Monsignor Maniago, durante la toccante omelia, si è soffermato sui "tanti interrogativi" che ci si pongono di fronte a un dramma così grande, sulla "fragilità umana" e sull'"eclissi improvvisa della mente", che ha cancellato in un solo istante tre vite.

Ha poi invitato tutti a pregare per chi non c'è più e a stare accanto a chi resta, affinché Francesco e la piccola Maria Luce non si sentano mai abbandonati e soli.

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