Quando si parla di “concorso in frode sportiva” nel contesto della giustizia sportiva, il significato cambia rispetto al diritto penale. Non si tratta infatti di un reato in senso stretto, ma di un illecito disciplinare che può avere conseguenze molto pesanti per tesserati, dirigenti e società.
Nel sistema della giustizia sportiva, il concorso in frode sportiva indica il coinvolgimento di più soggetti in un’azione volta ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara.
Il riferimento principale è il FIGC attraverso il proprio Codice di Giustizia Sportiva, che disciplina i comportamenti vietati. In questo contesto:
Anche chi non esegue direttamente l’illecito, ma lo facilita o non lo impedisce pur potendolo fare, può essere sanzionato.
Il concorso in frode sportiva può emergere in diverse situazioni, ad esempio:
Nel sistema sportivo, conta molto anche il tentativo e l’intenzione: non è necessario che la frode riesca.
Le conseguenze possono essere estremamente rilevanti e spesso più immediate rispetto alla giustizia ordinaria. Tra le principali:
Le sanzioni vengono decise dagli organi di giustizia federale e possono incidere direttamente sulla stagione sportiva.
A differenza del diritto penale:
Tuttavia, uno stesso fatto può essere valutato sia dalla giustizia sportiva sia da quella penale, su piani diversi.
Il concorso in frode sportiva rappresenta una delle violazioni più gravi nel calcio e nello sport in generale. Colpisce infatti il principio fondamentale della competizione: la lealtà.
Per questo motivo, la FIGC e le altre federazioni adottano un approccio molto severo, con sanzioni esemplari anche in assenza di un risultato effettivamente alterato.