24 Apr, 2026 - 16:15

Bella Ciao e Inno di Mameli, chi ha cantato e chi è rimasto seduto oggi a Montecitorio?

Bella Ciao e Inno di Mameli, chi ha cantato e chi è rimasto seduto oggi a Montecitorio?

La maggioranza di governo unita approva il Decreto Sicurezza, ma si divide sull'Inno di Mameli.

Il canto degli italiani, inserito ufficialmente nella Costituzione insieme al Tricolore, è stato cantato dai deputati di Fratelli d'Italia poco prima dell'approvazione del provvedimento - in risposta al centrosinistra dai cui banchi pochi minuti prima era stata polemicamente intonata "Bella Ciao", canzone partigiana simbolo della Festa della Liberazione che cade proprio nella giornata di domani.

L'iniziativa di FdI, tuttavia, ha avuto un esito imprevisto per la maggioranza poiché, mentre dai banchi del centrosinistra si sono alzati in piedi per cantare l'inno nazionale, diverse defezioni si sono registrate tra le file del centrodestra.

Bella Ciao e Inno di Mameli, chi ha cantato e chi no oggi alla Camera?

Questa mattina, dopo una maratona di 15 ore, la Camera dei Deputati ha approvato con 162 voti a favore e 102 contrari il contestatissimo decreto sicurezza.

Una pratica la cui conclusione era scontata, meno scontato è ciò che è accaduto nell'aula di Montecitorio poco prima del voto quando maggioranza e opposizione si sono sfidate a suon di canzoni. 

Ad iniziare sono stati i deputati del centrosinistra che, anticipando i festeggiamenti di domani, sabato 25 aprile, si sono alzati in piedi e hanno cominciato a cantare "Bella Ciao", la "canzone del partigiano" divenuta simbolo universale della lotta contro gli oppressori e per la libertà.

Poco dopo, a votazione avvenuta, dai banchi del centrodestra i deputati di Fratelli d'Italia hanno risposto con l'Inno Nazionale italiano, il Canto degli italiani di Goffredo Mameli. Ad alzarsi in piedi e a cantare sono stati, però, anche i deputati dell'opposizione. 

A restare seduta solo la Lega. Tra i banchi del governo in piedi anche il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, di Fratelli d'Italia e la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, di Forza Italia.

Una defezione che non è sfuggita all'opposizione che durante l'inno ha fatto più volte cenno ai colleghi di alzarsi. 

Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha poi commentato così quanto accaduto oggi alla Camera:

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“Siamo qua per il decreto sicurezza, non è un festival canoro. Rispetto l’inno nazionale ma quelli cantano ‘Bella Ciao’, mi sembra una mancanza di rispetto”. 

L'opposizione attacca: "Maggioranza divisa sull'Inno Nazionale"

L'opposizione però lancia strali infuocati e parla di maggioranza divisa.

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Maggioranza divisa anche sull’inno nazionale. Tutti in piedi alla Camera, anche il personale di Montecitorio, tranne i ministri Salvini e Piantedosi, il sottosegretario Molteni e tutto il loro gruppo leghista. Evidentemente per la Lega non solo Bella ciao, ma anche l’Inno di Mameli è divisivo. Specialmente se cantato alla vigilia del 25 aprile. 

Scrive il gruppo del Partito democratico alla Camera sottolineando il comportamento degli esponenti leghisti al governo e del gruppo della Lega al momento in cui in aula è stato intonato l'inno di Mameli.

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Ancora una volta, esponenti di primo piano del Governo e della Lega si distinguono dal resto dell’Aula e dello stesso esecutivo sull’inno nazionale. Un fatto politico che non può passare inosservato: nel momento in cui il Parlamento si riconosce nei simboli della Repubblica, la scelta di non partecipare al canto dell’inno nazionale segna una distanza evidente, dentro la maggioranza e dentro il governo stesso. Patrioti a corrente alternata”,

concludono i democratici sui propri canali social.

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"È stato davvero imbarazzante vedere il centrodestra spaccarsi sull'inno nazionale in aula, con la Lega che non lo ha cantato. A differenza di alcuni di questa maggioranza, noi siamo orgogliosi di cantare l'inno nazionale. E questo perché il nostro patriottismo è vero e non semplice strumento di propaganda". 

Ha commentato in una nota il deputato del M5s Francesco Silvestri.

Il segretario di +Europa Riccardo Magi commenta: 

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Tutti ci siamo alzati a cantare l'Inno, non i colleghi della Lega che sono rimasti seduti. Direi che c'è stato un atteggiamento molto significativo dal punto di vista politico.

 

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