Gianni Alemanno potrà lasciare il carcere di Rebibbia il 24 giugno dopo che il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha accolto la richiesta della difesa e riconosciuto 39 giorni di riduzione pena per le condizioni di detenzione subite.
L’ex sindaco di Roma, detenuto dal 31 dicembre 2024 dopo la revoca della misura alternativa ai servizi sociali per presunte violazioni delle prescrizioni, sta scontando una condanna a un anno e dieci mesi per traffico di influenze nell’ambito di un filone del caso “Mondo di mezzo",
La decisione del Tribunale di Sorveglianza chiude una vicenda che negli ultimi mesi ha riportato l’attenzione anche sulle condizioni del sistema penitenziario. Sul punto, la difesa di Alemanno ha parlato di una “piccola grande vittoria”, legata anche alla battaglia dell’ex sindaco contro il sovraffollamento carcerario.
La decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma è arrivata oggi, venerdì 24 aprile.
I giudici romani hanno accolto accolto la richiesta avanzata dai legali di Gianni Alemanno per una riduzione dei giorni di pena . Nell' istanza presentata dagli avvocati si fa riferimento alle "condizioni inumane e degradanti in cui è stato detenuto nell'ultimo anno".
Alemanno aveva quasi finito di scontare la condanna a un anno e dieci mesi essendo stato condotto in carcere la notte del 31 dicembre 2024 mentre stava scontando la pena alternativa presso la struttura "Solidarietà e Speranza", che si occupa di famiglie in difficoltà e vittime di violenze.
Con lo sconto di pena applicato (39 giorni) il computo dei giorni si concluderà a fine giugno consentendo all'esponente del centrodestra italiano di chiudere la vicenda.
Ha commentato all’Adnkronos l’avvocato Edoardo Albertario, difensore dell’ex sindaco.
Nella richiesta dei legali si fa riferimento alle condizioni di detenzione nel carcere romano di Rebibbia più volte denunciate dall'ex sindaco.
Ha dichiarato ancora Albertario intervistato dall'agenzia Agi.