Questione di settimane, forse addirittura giorni. La Procura di Pavia sarebbe ormai pronta a notificare alle parti la chiusura delle indagini riaperte sul delitto di Garlasco all'inizio del 2025. E a procedere, di pari passo, con la richiesta di rinvio a giudizio per l'indagato, Andrea Sempio. Lo anticipano Il Corriere e La Repubblica, intravedendo nell'incontro in programma per oggi tra il procuratore Fabio Napoleone e la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni uno snodo decisivo.
Il focus del confronto, voluto dallo stesso Napoleone, potrebbe essere l'esposizione alla procuratrice generale degli elementi raccolti nel corso dell'inchiesta. Un passaggio cruciale, che va a precedere la chiusura delle indagini preliminari e due snodi possibili e paralleli: la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio e quella di revisione del processo per Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione.
Da un lato ci sarebbero, quindi, gli indizi raccolti a carico di Sempio, indicato dalla Procura come presunto autore del delitto. Dall'altro, quelli a discarico della condanna di Stasi, che i nuovi accertamenti avrebbero escluso dalla scena del crimine, se non come scopritore del corpo.
Numerose le consulenze tecniche prodotte e ormai depositate, tra cui quella medico-legale firmata dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, che avrebbe rideterminato la finestra temporale dell'omicidio, collocandolo tra le 10.30 e le 12, con maggiore centratura tra le 11 e le 11.30.
Si tratta dello stesso arco individuato inizialmente dal dottor Marco Ballardini. Arco in cui Stasi aveva un alibi. In suo favore, secondo le anticipazioni, anche l'analisi genetica affidata al professor Carlo Previderè, che avrebbe riconsiderato il materiale biologico trovato sui pedali della sua bici.
Ma si parlerebbe anche dell'esclusione, grazie all'analisi della Bpa (Bloodstain Pattern Analysis), dell'uso del lavabo del bagno al piano terra di casa Poggi da parte del killer (tra gli elementi valorizzati nel processo a Stasi).
Nel fascicolo degli inquirenti pavesi confluirà anche l'informativa finale dei carabinieri del Nucleo investigativo milanese e i riscontri di Arma e Guardia di finanza nel filone sulla presunta corruzione aperto a Brescia. Intanto, è stato depositato in Procura a Milano un esposto in cui si segnalerebbero presunte anomalie e possibili interferenze nelle indagini. Agli atti, in particolare, un audio in cui si parlerebbe di una ricostruzione alternativa del delitto. Ricostruzione che, come altre discusse in questi mesi, non avrebbe trovato spazio nel lavoro degli inquirenti. Si attendono ulteriori sviluppi.