Il Tar della Lombardia ha respinto i ricorsi presentati dal Comune di Milano e da tre Comuni del Varesotto contro l’intitolazione dell’aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi, confermando la dedica onorifica decisa da Enac.
La sentenza, emessa oggi, 23 aprile, stabilisce che gli enti locali non hanno titolo per opporsi, poiché gli aeroporti rientrano nel demanio statale.
Questa decisione chiude una controversia durata quasi due anni, con grande soddisfazione espressa dal presidente Enac Pierluigi Di Palma e dal centrodestra.
I giudici amministrativi hanno motivato la bocciatura affermando che gli aeroporti sono infrastrutture del demanio statale, funzionali a interessi nazionali e internazionali come il trasporto di persone e merci, e non soggette alla toponomastica comunale tradizionale.
Gli enti ricorrenti, tra cui Milano, Cardano al Campo, Somma Lombardo e Samarate, non possiedono una posizione giuridica qualificata per contestare l’atto, che ha natura prevalentemente onorifica e priva di effetti lesivi immediati sui territori.
Il Tar ha respinto anche l’argomento sulla natura politica degli atti, qualificandoli come amministrativi legittimi e sindacabili, ma non illegittimi nel caso specifico.
L’intitolazione a Berlusconi dello scalo di Malpensa è stata deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Enac il 5 luglio 2024 e formalizzata con ordinanza dell’11 luglio 2024 dal dirigente della Direzione Territoriale Milano Malpensa su impulso del Consiglio Regionale Lombardia dopo la morte del Cavaliere avvenuta il 12 giugno 2023.
Ma il primo a muoversi a tal fine fu il ministro Matteo Salvini.
I Comuni di Milano (guidato dal sindaco Beppe Sala), Cardano al Campo, Samarate e Somma Lombardo si opposero immediatamente, presentando ricorso al Tar per assenza di coinvolgimento istituzionale e contestando l’uso del nome “Milano” nella dedica.
Il Tar respinse la sospensiva a novembre 2024, rinviò la discussione a gennaio 2026 e infine ha bocciato il merito ad aprile 2026.
La Regione Lombardia si era costituita in giudizio per difendere la decisione. E oggi può esultare come fa il segretario regionale di Forza Italia Alessandro Sorte: