Un monopattino lanciato per gioco dall’alto, una donna colpita alla testa e due minorenni finiti sotto indagine. È la vicenda emersa a Napoli, dove la Polizia di Stato ha eseguito nella notte tra il 22 e il 23 aprile un’ordinanza di collocamento in comunità nei confronti di due ragazzi ritenuti responsabili, in concorso e previo accordo tra loro, di tentato omicidio aggravato dai futili motivi.
I fatti risalgono allo scorso gennaio, quando una donna di 67 anni è stata colpita alla testa da un pesante oggetto caduto dall'alto, mentre passava nel sottopasso Claudio nei pressi dello stadio Diego Armando Maradona, in zona Piazzale Tecchio. Solo in un secondo momento, dopo il sopralluogo, è emerso che si trattava di un monopattino.
La vittima ha riportato gravi lesioni ed è stata soccorsa prima all’ospedale San Paolo e poi trasferita al Trauma Center del Cardarelli. Fortunatamente non è mai stata in pericolo di vita.
Il gravissimo episodio aveva fatto subito scattare le indagini, coordinate dalla Procura per i Minorenni di Napoli e condotte dalla Squadra Mobile. L'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e gli accertamenti eseguiti hanno permesso di individuare i due minorenni coinvolti e ricostruire quanto accaduto.
Secondo quanto accertato, i ragazzi si trovavano sulla strada sopraelevata rispetto al sottopasso e avrebbero lasciato cadere il monopattino da un’altezza di circa 10 metri, per poi fuggire in sella a uno scooter.
I rilievi tecnici della Polizia Scientifica hanno avuto un ruolo decisivo nel chiarire la dinamica e la pericolosità della loro condotta.
Le indagini hanno permesso di dimostrare, grazie a elementi tecnici, che il lancio del monopattino avrebbe potuto causare la morte della donna. Un elemento che ha rafforzato la contestazione del tentato omicidio, oltre all’aggravante dei futili motivi.
La condotta dei due minorenni è stata definita "particolarmente grave e pericolosa" perché, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata del tutto insensata, per motivazioni che non hanno alcuna giustificazione.
La vicenda, per come è stata descritta dagli inquirenti, ha mostrato una totale mancanza di considerazione per la vita e l’incolumità degli altri.