22 Apr, 2026 - 17:52

Yana Malaiko, ergastolo in Appello per l'ex: premeditò l'omicidio. Il padre: "Giustizia è fatta"

Yana Malaiko, ergastolo in Appello per l'ex: premeditò l'omicidio. Il padre: "Giustizia è fatta"

La voce di Oleksandr Malaiko tradisce - anche al telefono - l'emozione di chi, dopo tante battaglie, ha raggiunto l'obiettivo sperato. Nel pomeriggio, la Corte d'Assise d'Appello di Brescia ha condannato Dumitru Stratan, ex fidanzato di sua figlia Yana, uccisa nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2023 all'età di 23 anni, alla pena dell'ergastolo, riconoscendogli, come accusa e parte civile avevano chiesto, l'aggravante della premeditazione, che in primo grado era stata esclusa. "Finalmente è stata fatta giustizia", il commento a Tag24.

La condanna all'ergastolo di Stratan in Appello

La Corte ha di fatto ribaltato il verdetto di primo grado, che aveva condannato Stratan a 20 anni di reclusione, riconoscendolo colpevole dell'omicidio di Yana, ma escludendo che lo avesse premeditato. Una ricostruzione che sia l'accusa che la parte civile, rappresentata dall'avvocato Angelo Lino Murtas, avevano contestato fin dall'inizio, sostenendo che l'uomo avesse teso un vero e proprio agguato alla vittima.

I fatti risalgono alla notte tra il 19 e il 20 gennaio 2023. Stratan attirò Yana nel suo appartamento con la scusa che il cane che avevano preso insieme stesse male; poi la aggredì a morte, nascondendo il corpo in un trolley. Prima che la 23enne arrivasse, aveva manomesso le telecamere di sorveglianza dell'edificio. Dettaglio che, insieme ad altri, aveva portato la Procura a impugnare la precedente sentenza e a chiedere il riconoscimento dell'aggravante. 

Riconosciuta l'aggravante della premeditazione

A udienza conclusa, il papà della vittima ci tiene a ringraziare tutti coloro che lo hanno supportato, a partire dal pm e dal suo legale. "Hanno fatto un lavoro enorme e sono riconoscente ad entrambi", spiega Oleksandr a Tag24. "Sono stati tre anni e quattro mesi di incubo, ma oggi giustizia è stata fatta".

Quando parla, non si riferisce solo alla sua storia personale, ma anche "a tutti gli altri familiari che cercano giustizia". "È un segnale forte", sostiene. Lui che, già mentre cercava Yana, pensava a come avrebbe potuto fare per evitare che altri vivessero la sua stessa situazione. 

Una volontà che lo ha portato a dare vita all'associazione Y.A.N.A (You Are Not Alone), che oggi si batte contro la violenza sulle donne, offrendo anche tutela legale e psicologica a chi si trova in situazioni di fragilità e pericolo. 

Yana Malaiko, l'omicidio e il ricordo del padre 

Resta intanto il ricordo di Yana, avvertita come presenza viva e luminosa. "Mia figlia era un sole. Era sempre di buon umore, sempre pronta ad affrontare la vita", racconta Oleksandr.

"Appena è iniziata la guerra in Ucraina (il loro paese d'origine, ndr), si è attivata per aiutare la popolazione: portava aiuti ai bambini ucraini, faceva tanto". "Per me - aggiunge - è sempre qui".

"Sapere che chi l'ha ammazzata pagherà è importante, anche se non la riporterà indietro - dice - Spero di poter dormire un po' meglio, ecco. Non è un giorno di festa, ma sono contento e grato".

Nella sua mente, anche chi lo ha sostenuto nel tempo. "Tantissimi italiani non hanno mai mancato di farmi sentire la loro vicinanza. A tutti loro dico: vi voglio bene. E alle donne: non state in silenzio, il silenzio ammazza".

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