Minacce, messaggi continui su WhatsApp, appostamenti sotto casa e sul posto di lavoro: i comportamenti persecutori nei confronti della ex compagna 41enne sono andati avanti per mesi.
Un uomo di 30 anni è stato condannato dal Tribunale di Genova a un anno e quattro mesi di reclusione con rito abbreviato per stalking.
I fatti risalgono al periodo tra aprile e agosto 2025. Secondo quanto ricostruito in aula, il 30enne si appostava sotto l’abitazione della donna, davanti al luogo di lavoro e anche sotto casa dei genitori di lei, residenti fuori Genova, spaventandola e provocandole un forte stato d'ansia.
La vittima aveva dovuto modificare le proprie abitudini per il timore di incontrare l'ex.
In un episodio l’uomo l’aveva aspettata alla stazione, al rientro da una vista ai genitori, e l'avrebbe spaventata dicendole “Vedrai cosa succede”.
In un'altra occasione, invece, l'uomo l'avrebbe minacciata di appiccare un incendio nell'abitazione in cui viveva, di notte, mentre dormiva.
All'imputato sono stati contestati anche messaggi insistenti su WhatsApp e via mail, oltre a una serie di danneggiamenti. Stando a quanto emerso, il 30enne avrebbe preso a calci la porta d’ingresso del luogo di lavoro della vittima e graffiato quella del suo appartamento cercando di entrare.
La donna, ormai sfinita, era arrivata a chiedere ad amici e colleghi di accompagnarla a casa, ancora una volta modificando i suoi orari e gli spostamenti per evitare di imbattersi nell'ex.
Oltre ad adottare comportamenti persecutori, l’imputato avrebbe inoltre minacciato gesti autolesionistici, presentandosi con tagli alle braccia ed escoriazioni alla testa che lui stesso si era procurato.
In un'altra circostanza, dopo essere stato ospitato temporaneamente dalla 41enne, le avrebbe rubato le chiavi di casa in modo da impedirle di uscire.
La situazione si sarebbe sbloccata solo grazie all’intervento di un vicino di casa, richiamato dalle urla della vittima. Dopo la denuncia, è arrivata quindi la condanna per il 30enne.