22 Apr, 2026 - 13:44

Chi è Pino Arlacchi, il collaboratore di Marco Travaglio che si candida alla guida dell'Onu (con i voti dei Brics)

Chi è Pino Arlacchi, il collaboratore di Marco Travaglio che si candida alla guida dell'Onu (con i voti dei Brics)

Pino Arlacchi, sociologo, più volte parlamentare sia a Roma che a Bruxelles, nonché firma del Fatto Quotidiano, ha annunciato la sua candidatura alla guida delle Nazioni Unite come rappresentante del "Sud del mondo".

A 75 anni, l'ex vicesegretario generale dell'Onu punta a una rifondazione radicale dell'organizzazione cancellando il diritto di veto delle super potenze e il Consiglio di Sicurezza.

Al suo posto, Arlacchi sogna di istituire un Consiglio di Pace.

Vita privata e politica, cosa sappiamo di Pino Arlacchi

Pino Arlacchi, nato Giuseppe Arlacchi il 21 febbraio 1951 a Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, è un sociologo calabrese specializzato in mafie e criminalità organizzata.

Laureato in sociologia a Trento nel 1973, ha insegnato all'Università della Calabria e a Firenze, pubblicando testi come "La mafia imprenditrice" (1983) e ispirando la creazione della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) come consigliere del ministro Vincenzo Scotti.

Minacciato da Totò Riina nel 1994, ha raccolto testimonianze di pentiti come Buscetta e Calderone.

Entrato in politica con il Pds nel 1994, fu prima deputato poi senatore con L'Ulivo nel 1996.

Dal 1997 al 2002 è stato sottosegretario generale Onu a Vienna, dirigendo l'ufficio antidroga UNDCP.

In questo ruolo ha promosso la strategia "Un mondo libero dalla droga" (1998) e la Convenzione Onu contro la Criminalità Transnazionale (nel 2000 a Palermo).

Nel 2009, divenne europarlamentare con l'Italia dei Valori. Nel 2024 fu candidato con la lista pacifista di Michele Santoro. Ancora oggi, collabora con Il Fatto Quotidiano scrivendo molto su Cina e mafie, come nel recente "La Cina spiegata all’Occidente".

Pino Arlacchi come vorrebbe riformare l'Onu e su quali Paesi conta per essere eletto presidente

Arlacchi propone una rifondazione democratica dell'Onu, abolendo il diritto di veto e il Consiglio di Sicurezza per spostare il potere decisionale all'Assemblea Generale.

L'obiettivo è dare più peso agli oltre 150 Stati del "Sud del mondo" – grandi, medi e piccoli – emancipati dal neocolonialismo, promuovendo pace, lotta alla povertà e protezione dell'ambiente in un contesto multipolare.

Arlacchi non vorrebbe un "governo mondiale", ma un'Onu efficiente contro l'egemonismo Usa, soprattutto nella sua versione trumpiana.

Per questo, conta sul sostegno dei paesi emergenti, la Cina e il resto dei Paesi Brics anzitutto.

La prima mossa che farebbe da presidente dellìOnu? L'ha confidata oggi al suo giornale, il Fatto Quotidiano:

virgolette
Agevolerei l'ingresso immediato della Palestina come Paese membro
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