Non ci sarebbe un debito economico, come inizialmente emerso, dietro l'omicidio del 34enne Niko Tacconi, avvenuto domenica sera ad Ascoli Piceno. L'attenzione degli investigatori si sarebbe spostata, secondo quanto riportano fonti locali, su possibili attriti legati a una figura femminile tra l'uomo e il suo presunto aggressore, Emanuele Bellini, 54 anni.
Tacconi e Bellini avrebbero in pratica avuto legami con la stessa donna, residente nel quartiere. Una figura che avrebbe fornito loro aiuti quotidiani, in termini di sostegno materiale, come pasti e piccoli interventi di assistenza.
L'ipotesi, ancora tutta da confermare, è che sia stata proprio la condivisione di questo importante punto di riferimento a generare gli attriti che domenica sera sono sfociati nell'aggressione costata la vita al più giovane.
Un'amica della vittima ha raccontato all'Ansa che la lite tra i due sarebbe iniziata ben prima dell'incontro nell'appartamento di Bellini. I due si sarebbero cioè scontrati su Whatsapp. A un certo punto, Tacconi avrebbe detto: "Adesso ci vado a parlare".
Cosa sia accaduto con precisione negli attimi successivi è ancora da ricostruire. Bellini avrebbe parlato davanti agli investigatori di un "incidente": "Non volevo fargli male", avrebbe detto. Sostenendo che vi sia stato un impatto accidentale durante la colluttazione.
Da un primo esame esterno è emerso che la vittima sarebbe stata colpita con un unico fendente. Sarà però l'esame autoptico, previsto per la giornata di domani, 22 aprile, a fornire ulteriori risposte, confermando o meno la versione dell'indagato.
Bellini, già interdetto dal tribunale per problemi economici, è ora rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto, accusato di omicidio volontario, ma anche di resistenza a pubblico ufficiale.
Quando i militari lo hanno raggiunto nella sua abitazione, scoprendo il corpo senza vita del 34enne e procedendo con il fermo, avrebbe provato a fuggire.
Sempre domani, alle 20:30, si terrà ad Ascoli una fiaccolata in memoria della vittima.
scrivono gli organizzatori sui social, auspicando una grande partecipazione. Le indagini, intanto, vanno avanti.