21 Apr, 2026 - 15:26

Uno Maggio Taranto 2026: quali sono i cantanti in programma

Uno Maggio Taranto 2026: quali sono i cantanti in programma

Il Primo Maggio si avvicina e la città dei due mari si prepara a riaccendere i motori del dissenso costruttivo e della grande musica. Giunto alla sua 13esima edizione, l'Uno Maggio Taranto Libero e Pensante 2026 si conferma un baluardo della cultura indipendente italiana.

Organizzato dal basso e autofinanziato, l'evento trasformerà ancora una volta il Parco Archeologico delle Mura Greche in un'arena di diritti e partecipazione civile.

La manifestazione, nata dalla volontà del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, continua a rappresentare un'alternativa necessaria ai circuiti tradizionali, ponendo l'accento sulla tutela della salute e sulla dignità di chi lavora in territori martoriati dall'industria pesante.

La colonna sonora della resistenza: i big sul palco di Taranto

La musica, cuore della manifestazione, vedrà alternarsi sul palco artisti di caratura nazionale che hanno scelto di sposare la causa tarantina senza riserve. Tra i nomi più attesi spiccano i Subsonica, pronti a travolgere la platea con la loro energia elettronica, e Brunori Sas, che porterà la sua poetica raffinata al servizio dell'impegno sociale.

La line up si arricchisce con il rap tagliente di Gemitaiz e le sonorità ricercate di Giorgio Poi, Margherita Vicario e Marco Castello. L'eterogeneità della proposta artistica riflette la volontà di parlare a un pubblico vasto, unendo generi diversi sotto l'unica bandiera della consapevolezza sociale e della libertà d'espressione.

Il festival non dimentica le realtà alternative e i progetti collettivi: sarà presente il gruppo Canta Fino a Dieci, oltre alla voce intensa di Rossana De Pace. Le vibrazioni sonore spazieranno dall'elettronica noise dei SI!BOOM!VOILÁ! (formazione che vede coinvolti nomi del calibro di N.A.I.P e Roberta Sammarelli) fino alle sperimentazioni della producer ugandese Catu Diosis.

Il legame con il territorio e le radici black sarà garantito dai set di Don Ciccio, Mama Marjas, Fido Guido, Madkid e Moddi, oltre al ritmo travolgente dei Rekkiabilly e al messaggio di denuncia del progetto Cigno. Ogni performance sarà un tassello di un mosaico più ampio, volto a dimostrare che l'arte può e deve farsi carico delle istanze di chi non ha voce.

"Restiamo umani": voci dalla società civile e impegno sociale

Il motto scelto per l'edizione 2026, "Restiamo umani", non è solo uno slogan, ma un richiamo alla dignità e alla solidarietà in un periodo storico segnato da profonde disuguaglianze e conflitti internazionali.

La direzione artistica - affidata ad Antonio Diodato, Roy Paci, Valentina Petrini e Michele Riondino - ha strutturato un programma in cui la musica dialoga costantemente con le testimonianze di attivisti e intellettuali.

Questo connubio trasforma il concerto in una vera e propria assemblea pubblica a cielo aperto, dove l'approfondimento politico trova spazio tra un brano e l'altro, stimolando la riflessione critica di migliaia di giovani e cittadini.

Sul palco saliranno figure di rilievo mondiale come Francesca Albanese (ONU) e, per la prima volta in Italia, Omar Barghouti, co-fondatore del movimento BDS. Il dibattito toccherà le ferite di Gaza, dell'Iran e di Cuba, ricordando nel quindicesimo anniversario della scomparsa l'attivista Vittorio Arrigoni.

Un momento di fortissimo impatto emotivo sarà la testimonianza di Maria Teresa Daprile, vedova dell'operaio Ilva Claudio Salamida, deceduto in fabbrica lo scorso gennaio. Insieme a lei, interverranno rappresentanti di Amnesty International Italia, Emergency, No TAV e medici come il dottor Valerio Cecinati, impegnato sul fronte del tragico legame tra inquinamento e salute dei più piccoli.

Alla conduzione ritroveremo volti storici e nuovi innesti: Andrea Rivera, Martina Martorano, Serena Tarabini e Maria Cristina Fraddosio guideranno il pubblico attraverso una maratona di dodici ore.

L'edizione sarà documentata anche dai filosofi di Tlon, Maura Gancitano e Andrea Colamedici, che racconteranno l'evento sui social per chi non potrà essere presente. In un’epoca di distrazione di massa, l'Uno Maggio Taranto dimostra che è ancora possibile mobilitarsi per un ideale comune, ribadendo che la politica deve tornare a occuparsi del benessere collettivo e della rimozione delle ingiustizie sociali.

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