21 Apr, 2026 - 15:06

La Corte di Giustizia dell’UE boccia la legge ungherese anti-LGBTQ+ in violazione dei valori del blocco: sentenza storica

La Corte di Giustizia dell’UE boccia la legge ungherese anti-LGBTQ+ in violazione dei valori del blocco: sentenza storica

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza destinata a segnare un precedente importante nei rapporti tra Bruxelles e gli Stati membri. Al centro del caso c’è una legge approvata nel 2021 in Ungheria, ritenuta incompatibile con i valori fondamentali dell’UE.

Sentenza UE sulla legge ungherese del 2021: violazione dei valori fondamentali

Una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che una legge approvata in Ungherua nel 2021 viola le leggi e i valori fondamentali dell’UE.

Per la prima volta, la più alta corte dell’Unione ha dichiarato uno stato membro colpevole di violazione del diritto dell’Unione europea, basandosi esclusivamente sulla violazione dei valori fondamentali del blocco descritti nell’articolo 2 del Trattato. Questi valori includono dignità umana, democrazia, uguaglianza, stato di diritto e diritti fondamentali, compresi quelli delle minoranze.

La legge ungherese vieta i contenuti riguardanti le persone LGBTQ+ nelle scuole e nelle trasmissioni televisive, nei film e negli spot pubblicitari trasmessi prima delle 22:00.

Implicazioni politiche e caso ungherese

La sentenza rappresenterà un primo banco di prova per il futuro primo ministro del paese, Péter Magyar. Il TISZA di Magyar ha vinto le elezioni parlamentari del 12 aprile, sconfiggendo il Fidesz del premier di lunga data Viktor Orbán.

Durante la campagna elettorale, Magyar si è dimostrato aperto a modificare alcune riforme introdotte durante il governo Orbán. La sentenza è arrivata mentre il futuro primo ministro ungherese mira a sbloccare i fondi europei destinati all’Ungheria per contribuire alla crescita economica.

La Corte ha dichiarato di aspettarsi che l’Ungheria si conformi senza indugio. Ha inoltre stabilito che Budapest deve pagare le proprie spese legali e anche quelle sostenute dalla Commissione europea, che ha avviato il procedimento.

L’esecutivo UE potrebbe richiedere sanzioni qualora la leadership ungherese non si conformi alla sentenza.

Precedente giuridico per l’Unione Europea

La sentenza potrebbe inoltre creare un precedente. In futuro, l’Unione europea potrebbe avviare procedimenti contro gli stati membri che violano in modo ripetuto e sistematico i principi fondamentali della democrazia e dello stato di diritto.

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