Si chiamava Niko Tacconi e aveva 34 anni l'uomo che nella tarda serata di ieri, 19 aprile 2026, è morto per le ferite riportate durante una lite degenerata in aggressione all'interno di un appartamento del quartiere di Porta Cappuccina, ad Ascoli Piceno. Il presunto aggressore, Emanuele Bellini, 54 anni, è già stato fermato; si trova ora nel carcere di Marino del Tronto.
L'omicidio si è consumato nell'appartamento di Bellini, in via Pergolesi. Secondo quanto ricostruito finora, tra i due uomini sarebbe scoppiata una lite rapidamente degenerata in violenza, nel corso della quale Tacconi sarebbe stato colpito con un fendente all'addome.
A dare l'allarme sono stati i vicini, dopo aver sentito urla e richieste di aiuto provenire dall'abitazione. Quando i sanitari del 118 sono intervenuti insieme ai carabinieri della compagnia di Ascoli, il 34enne era già in gravi condizioni. Trasportato all'ospedale "Mazzoni" in codice rosso, si è spento poco dopo il ricovero.
Il presunto aggressore è stato fermato all'interno dell'appartamento - successivamente sequestrato per i rilievi del caso - e condotto in caserma. In nottata nei suoi confronti è scattato il fermo per omicidio volontario.
Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e chiarire il motivo della lite. Tra le ipotesi al vaglio, quella di una questione economica irrisolta. Fondamentali saranno eventuali contatti precedenti all'aggressione, ma anche le testimonianze dei conoscenti.
Entrambi, secondo quanto riporta il TgR Marche, "avevano precedenti penali e venivano da problemi di tossicodipendenza. Bellini, in particolare, era noto nel quartiere per i suoi atteggiamenti strani, a volte aggressivi".
Tacconi lavorava come parrucchiere ed era molto conosciuto. Tra i tanti che ora lo ricordano sui social, c'è qualcuno che lo definisce "una persona splendida, sempre sorridente, piena di energia, capace di portare luce ovunque andasse".

"È un colpo forte Niko, uno di quelli che tolgono il fiato e fanno tremare le gambe. Ma io lo so: sei già da qualche parte a distribuire sorrisi dove servono, come hai sempre fatto qui", scrive qualcun altro.
Parole che fanno eco a quelle apparse su uno striscione affisso nella zona del delitto: "Il quartiere piange il suo barbiere. Ciao Niko".
ha dichiarato invece il sindaco, Marco Fioravanti.