Il volto rassicurante del commissario Luca Benvenuto ha accompagnato per oltre un decennio i telespettatori italiani, rendendo Simone Corrente uno dei pilastri di Distretto di Polizia. Tuttavia, dietro il successo travolgente e l'immagine da sex symbol, l'attore romano nascondeva un’esistenza segnata da ritmi frenetici e battaglie personali invisibili agli occhi del pubblico.
Oggi la sua vita è cambiata, lontana migliaia di chilometri dagli studi televisivi di Cinecittà.
Simone Corrente, nato a Roma nel 1975, ha iniziato la sua scalata nel mondo dello spettacolo quasi per gioco, partendo dai fotoromanzi e da spot pubblicitari rimasti nell'immaginario collettivo, come quello in cui interpretava un giovane Alex Zanardi.
La vera consacrazione arrivò però nel 2000 con il debutto di Distretto di Polizia. Per undici stagioni, il suo personaggio ha vissuto un'evoluzione costante, passando da semplice agente a Vice Questore Aggiunto.
Luca Benvenuto rappresentò inoltre una piccola rivoluzione culturale: fu uno dei primi personaggi omosessuali in una fiction nazionalpopolare, sebbene nelle stagioni successive questo aspetto venisse progressivamente alleggerito dalla sceneggiatura.
Il successo della serie fu tale da rasentare la follia collettiva. Corrente ha ricordato in recenti interviste come il cast fosse costretto a muoversi con i bodyguard a causa della folla che assediava i set. Ma mentre la popolarità e i guadagni toccavano l'apice, l'attore sprofondava in un vuoto interiore.
Recentemente, nel podcast Bali Talks, Corrente ha rilasciato dichiarazioni shock riguardo a quel periodo, confessando di aver combattuto per circa venticinque anni contro la dipendenza da cocaina e alcol.
"Ero in balia di un vuoto", ha ammesso, spiegando come riuscisse a presentarsi sul set ogni mattina nonostante stati psicofisici spesso impresentabili, mascherati da una maschera di eroismo che il pubblico non metteva mai in discussione.
La sofferenza era diventata un'escalation insostenibile, che lo portò alla convinzione di dover attuare uno strappo netto con il proprio passato.
La svolta definitiva arrivò nel 2016. Spinto dal desiderio di trovare una felicità che il denaro e la fama non riuscivano a garantirgli, Simone Corrente decise di abbandonare l'Italia e la carriera attoriale. "Ero schiavo degli oggetti e del tempo", ha spiegato, definendo la sua partenza come un viaggio di sola andata verso la libertà.
La sua ricerca è iniziata in India, dove si è avvicinato alla meditazione tantrica e alla filosofia di Osho, strumenti che gli hanno permesso di superare le proprie dipendenze e di "accendere i riflettori su di sé" anziché sull'apparenza esterna.
In una scuola di meditazione in India ha incontrato Suman, una donna australiana residente a New York, che è diventata la sua compagna di vita. Insieme hanno scelto di trasferirsi in Indonesia, un Paese che Corrente aveva già visitato restandone affascinato.
Qui l'ex attore si è reinventato imprenditore, aprendo due ristoranti: l'Happy Banana sull'isola di Komodo e Casa Curandera a Bali. A differenza delle sue precedenti esperienze nella ristorazione a Roma con l'amico e collega Ricky Memphis, in Asia Corrente si è sporcato le mani in prima persona, curando i menù e servendo ai tavoli, lontano dai privilegi della notorietà.
Nel luglio del 2021, la vita di Simone è stata ulteriormente allietata dalla nascita di un figlio, evento che ha consolidato il suo nuovo equilibrio familiare. Nonostante un fugace ritorno sul set nel 2022 per il film Mediaset Una mamma all'improvviso - dove ha recitato accanto alla sua storica ex fidanzata Giulia Bevilacqua - Corrente non sente nostalgia per l'Italia o per la televisione.
Vive oggi una realtà senza televisore, viaggiando costantemente e coordinando i suoi locali solo a livello creativo. La sua storia insegna che è possibile demolire il castello delle proprie certezze per ricostruire un'esistenza autentica, dimostrando che, a volte, la vera fortuna non sta nel farsi guardare da milioni di persone, ma nel riuscire finalmente a guardare dentro se stessi.