18 Apr, 2026 - 11:40

Italia vuole intervenire nello Stretto di Hormuz: cosa prevede la missione, quali sono i rischi e perché il centrosinistra dice no?

Italia vuole intervenire nello Stretto di Hormuz: cosa prevede la missione, quali sono i rischi e perché il centrosinistra dice no?

Ieri pomeriggio il presidente americano Donald Trump aveva annunciato un accordo per consentire nuovamente il transito delle navi.

Questa mattina, però, è arrivato il dietro front: il comando centrale militare iraniano ha comunicato la nuova chiusura del canale, motivandola con il mantenimento del blocco navale statunitense contro Teheran.

Nel giro di poche ore lo scenario nel Golfo Persico è cambiato ancora, con un ulteriore irrigidimento della posizione iraniana. Un contesto altamente instabile, in cui si inserisce l’iniziativa multinazionale per garantire la libertà di navigazione nello Stretto.

Tra i protagonisti c’è anche l’Italia, insieme a Francia, Regno Unito e Germania, che proprio ieri si sono riuniti a Parigi per fare il punto della situazione.

L'Italia è pronta ad inviare le sue navi a Hormuz "con l'autorizzazione del Parlamento", ha annunciato ieri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del vertice di Parigi con Macron, Starmer e Merz. 

Un annuncio che ha subito acceso il dibattito politico interno: il centrosinistra ha infatti chiarito di non essere disposto a votare una missione che non sia sotto l’egida dell’ONU.

La partita parlamentare è quindi appena iniziata e si preannuncia complessa, soprattutto per ottenere un consenso ampio su un eventuale intervento nel canale tra Oman e Iran, chiuso dallo scorso 2 marzo.

Cosa prevede la missione italiana nello Stretto di Hormuz e quali sono gli obiettivi

Ma in cosa consisterebbe la missione italiana ed europea nello Stretto di Hormuz? Giorgia Meloni ha tenuto ha precisare due cose: l'avvio è propedeutico alla cessazione delle ostilità nel Golfo Persico e sarà una missione esclusivamente difensiva. 

L'Italia sarà chiamata a partecipare con l'invio di due o tre navi per lo sminamento dello stretto. Si tratta di un passaggio cruciale per garantire la sicurezza e la libertà di navigazione in un’area strategica per il commercio globale.

L’assenza degli Stati Uniti dall’operazione rappresenta un elemento politicamente rilevante, che il governo considera utile per cercare di convincere le opposizioni. La maggioranza, infatti, ha i numeri per approvare il via libera, ma punta a un sostegno più ampio su una questione che tocca direttamente la sicurezza nazionale e gli interessi economici del Paese.

Il blocco della navigazione nel Golfo Persico rappresenta infatti un rischio concreto per la sicurezza energetica italiana. L’Italia è tra i Paesi europei più dipendenti dalle forniture provenienti da quell’area e un’interruzione prolungata avrebbe ripercussioni significative sull’economia, oltre che sulla stabilità dell’intero sistema europeo.

Quando potrebbe partire l’intervento e quali condizioni ha posto Meloni?

L'Italia offre "la sua disponibilità a mettere a disposizione le proprie unità navali, chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali", nel contesto della nascente iniziativa multinazionale per la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. 

Ha affermato ieri Giorgia Meloni, che ha rassicurato le opposizioni rispetto ai timori di un possibile coinvolgimento del nostro Paese nel conflitto iraniano, chiarendo che la presenza internazionale nello Stretto di Hormuz "può essere avviata soltanto quando ci sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva".

La posizione italiana è chiara e non si discosta da quella portata avanti dall'inizio del conflitto, con una sola - ma sostanziale - differenza: per la prima volta la partecipazione di Roma non è vincolato alla presenza degli Stati Uniti.

Questa mattina il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un'intervista al Sole 24 Ore ha dichiarato che "il ministro degli Esteri cinese Wang Yi condivide con noi la richiesta di garantire il transito libero dei mercantili attraverso Hormuz: nessuno può pretendere di bloccare il commercio internazionale, nessuno può far pagare un pedaggio. Quella guerra va fermata con la diplomazia e le ultime notizie che arrivano ci lasciano sperare bene". 

Una dichiarazione precedente alla notizia della nuova chiusura da parte dell'Iran.

Perché il centrosinistra è contrario senza un mandato ONU?

La reazione del centrosinistra all'annuncio di Giorgia Meloni è stata unitaria: sì alla missione militare italiana nello stretto di Hormuz ma solo sotto l'egida dell'Onu.

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“Annunciando la disponibilità dell’Italia a partecipare alla missione militare navale dei ‘volenterosi’ europei nello Stretto di Hormuz, Meloni ha doverosamente ricordato la necessità di un’autorizzazione parlamentare, ma a differenza del cancelliere Merz non ha citato come precondizione che la missione sia autorizzata da una risoluzione ad hoc del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite.

Scrivono i parlamentari M5s delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, che poi aggiungono:

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Per il Movimento 5 Stelle nessuna spedizione militare italiana al largo delle coste iraniane è pensabile se non avviene sotto l’egida dell’Onu, necessaria per garantire una cornice giuridica chiara e una netta separazione dalle iniziative unilaterali di Trump. Ci chiediamo se quella di Meloni sia stata una dimenticanza o un primo tentativo di tornare nelle grazie del Presidente americano”. 

In una nota Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, leader di Avs scrivono:

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Una missione navale militare italiana, insieme ad altre nazioni, potrà avere il nostro consenso in Parlamento solo se dotata di un chiaro mandato dell’Onu. 

E poi concludono:

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Condizione essenziale, inoltre, è che la tregua sia permanente e non limitata a 10 giorni.

Per Giuseppe Provenzano (PD) oltre ad un mandato chiaro dell'Onu, manca "una cornice chiara e la precondizione, un accordo di pace stabile e duraturo".

 

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