17 Apr, 2026 - 13:02

"Spider-Man Home coming": perché non vediamo il morso di Tom Holland? Le differenze con Maguire e Garfield

"Spider-Man Home coming": perché non vediamo il morso di Tom Holland? Le differenze con Maguire e Garfield

In Spider-Man: Homecoming c’è qualcosa che manca, e non è un villain o una scena che c'entra con il resto dell'MCU. Manca il momento zero, il morso del ragno che trasforma per sempre Peter Parker.

Sam Raimi con Tobey Maguire ce lo fa vivere in pieno, Marc Webb con Andrew Garfield lo rielabora ma non lo salta, mentre il ciclo con Tom Holland sceglie di tagliarlo via.

Proprio questa decisione lucida di Marvel Studios e Jon Watts ci fa capire come questo Spider-Man funziona  che cosa non ha. 

Perché in Spider-Man Homecoming non c'è il morso del ragno

Per chi non ha mai navigato in queste acque, ricordiamo che prima ancora che Tom Holland debuttasse in Civil War, Kevin Feige era stato chiarissimo: nel Marvel Cinematic Universe non ci sarebbe stata un’altra origin story di Spider-Man.

In poco più di tredici anni il pubblico aveva già visto due volte il morso, la scoperta dei poteri, il lutto di zio Ben: erano tutti ben consci di cosa fosse accaduto.

Per Feige la nuova versione poteva permettersi di dare per scontato tutto questo e arrivare direttamente al “dopo”.

Jon Watts, regista di Homecoming, lo dice ancora: per lui è stato “bello saltare quella parte” e concentrarsi sulle conseguenze, su come Peter gestisce i poteri e su come gli altri reagiscono a questa cosa fuori scala nella vita di un quindicenne di Queens.

Il morso insomma c’è, è canonico, probabilmente durante una gita scolastica come suggeriscono gli sceneggiatori Christopher Markus e Stephen McFeely, ma resta tutto fuori campo.

La macchina del MCU non ha bisogno di mostrarlo: l’importante è avere un ragazzino in costume che può entrare subito nel gioco insieme agli Avengers.

Ecco di seguito il trailer del film:

Le differenze tra i tre Spider-Man e il morso del ragno

Se si guarda alle tre incarnazioni sul grande schermo, il salto di Homecoming si vede subito.

Con Tobey Maguire, il morso è il cuore del primo film: con il suo corpo che cambia, la paura, il senso di colpa per la morte di zio Ben, tutto è costruito come una piccola tragedia supereroistica.

Con Andrew Garfield, The Amazing Spider-Man rimette mano alle origini ma resta un vero e proprio racconto di nascita, dove ci sono la ricerca dell’identità e la storia romance tormentata.

Tom Holland invece entra in scena che Spider-Man esiste già: lo troviamo in Civil War con un costume fatto in casa, poi “adottato” da Tony Stark e catapultato in un universo dove i supereroi sono praticamente di routine.

Homecoming diventa così più un teen movie supereroistico che un classico origin movie: c'è il liceo, ci sono le gaffe da stagista degli Avengers, un mentore ingombrante e un cattivo legato alle macerie lasciate dalle battaglie degli altri.

Il morso non è più dettaglio di background di cui si parla in fretta.

Tom Holland, uno Spider-Man non così mitologico?

La scelta di saltare il morso cambia anche come percepiamo questo Spider-Man.

La mossa è senz'altro intelligente: evita l’effetto déjà-vu ed è chiaro che parli a una generazione che conosce già l’icona e vuole vederla subito in azione accanto a Iron Man e compagnia.

C'è da dire che poi, toglie volutamente un po’ di peso mitico al personaggio: la responsabilità non nasce più da un momento preciso che vediamo, ma da qualcosa che il film ci chiede di dare per scontato.

In un certo senso, lo Spider-Man di Holland è un eroe “già raccontato” che il MCU rimixa per inserirlo in un universo più grande.

Il film andrà in onda il 17 aprile in prima serata su Italia Uno.

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