In un comunicato congiunto diffuso il 16 aprile, l’ambasciatrice Elena Basile e lo storico Angelo d’Orsi lanciano un grido d’allarme sul clima politico e culturale in Europa, che a loro avviso starebbe scivolando verso un “autoritarismo mascherato da democrazia”.
“In Europa la situazione sta degenerando. Il Liberalismo appare superato nell’indifferenza dell’opinione pubblica e dei socialisti europei”, scrivono i due intellettuali, denunciando una crescente intolleranza verso le voci dissidenti che criticano le politiche della NATO e la gestione delle crisi internazionali.
Nel mirino di Basile e D’Orsi finiscono gli attacchi sistematici da parte di esponenti politici come l’onorevole Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, e il senatore Carlo Calenda. Entrambi – sostengono gli autori – avrebbero contribuito a una campagna di delegittimazione contro chi non si allinea alla narrativa dominante sulla guerra in Ucraina e sul conflitto in Medio Oriente.
“Ogni iniziativa culturale viene regolarmente attaccata, specialmente quelle del professor D’Orsi, non di rado con tentativi di aggressione. È successo recentemente a Milano, Perugia, Marzabotto, Bologna, Foligno, Napoli e Varese.”
La polemica si è riaccesa dopo la presentazione del libro di D’Orsi nella Sala Stampa di Montecitorio, evento al quale hanno partecipato Basile, l’on. Stefania Ascari e la giornalista Fiammetta Cucurnia. Calenda ha definito l’incontro “indecente”, mentre alcuni quotidiani hanno preso di mira Basile con toni diffamatori.
“L’Ambasciatrice è stata linciata sui giornali più letti, chiamata ‘addetta della Farnesina’ e ‘funzionario di grado medio basso’”, si legge nel comunicato.
Un nuovo episodio di tensione si è verificato durante il festival del cinema documentario “Il tempo dei nostri eroi”, organizzato a Bologna dall’emittente internazionale RT-Doc e dedicato alle crisi globali, con particolare attenzione al genocidio di Gaza. Tra i promotori, anche il regista serbo Emir Kusturica. L’on. Picierno avrebbe chiesto pubblicamente alla presidente del Consiglio di imporre “divieti, censure e sanzioni” ai partecipanti.
La situazione, secondo Basile e D’Orsi, è emblematica di un doppio standard diffuso nel panorama politico e mediatico europeo. Mentre si difendono governi accusati di violazioni del diritto internazionale, come Israele o l’Arabia Saudita, si tenta di silenziare studiosi e artisti che offrono prospettive alternative.
“I doppi standard imperversano”, affermano gli autori, sottolineando come alcuni giornali – tra cui Il Foglio – chiedano addirittura l’applicazione di sanzioni europee contro cittadini che hanno partecipato al festival.
Nel comunicato si denunciano anche azioni contro il politologo svizzero Jacques Baud, i cui conti sono stati bloccati dalla Commissione Europea “senza processo”, e le restrizioni economiche imposte a Francesca Albanese, relatrice ONU sui diritti nei Territori palestinesi.
Per Basile e D’Orsi, tali episodi rappresentano una minaccia alla libertà di pensiero garantita dalle Costituzioni europee.
“La censura è una violenza autoritaria e intimamente fascista. Le libertà di pensiero, di espressione e di stampa sono tutelate dalla Costituzione e dai Trattati europei.”
Il comunicato si chiude con un appello urgente agli intellettuali e ai cittadini europei.
“Ci appelliamo all’intellettualità libera, a prescindere dagli orientamenti politici dei singoli, perché faccia udire la propria voce di protesta e si schieri, senza esitazione, dalla parte dello Stato di diritto.”
Una conclusione che intende richiamare non solo il mondo della cultura e della stampa, ma anche la società civile nel suo complesso, contro ciò che i due autori considerano un pericoloso arretramento della democrazia e della libertà di pensiero in Europa.
Di seguito il comunicato integrale:
In Europa, la situazione sta degenerando. Il Liberalismo appare superato nell’indifferenza dell’opinione pubblica e dei socialisti europei. L’onorevole Pina Picierno, forte della sua carica di vicepresidente del Parlamento UE, non perde occasione per lanciare strali diffamatori verso i “putiniani” d’Italia, sorretta, all’interno, dal senatore Carlo Calenda, e da qualche radicale e “+europeista”.
Tra i bersagli favoriti ci sono un’ambasciatrice e un professore universitario, e tanti giornalisti che criticano nei loro scritti la politica della NATO, come Vauro Senesi giornalista, umorista e vignettista ben conosciuto. Ogni iniziativa culturale viene regolarmente attaccata, specialmente quelle del prof. D’Orsi, non di rado con tentativi di aggressione.
È successo recentemente a Milano, a Perugia, a Marzabotto, a Bologna, a Foligno, a Napoli, a Varese. Il sen. Calenda ha fatto una conferenza stampa per denunciare come atto “indecente” la presentazione del libro di Angelo d’Orsi nella Sala Stampa di Montecitorio, con la partecipazione, accanto all’autore, dell’Ambasciatrice Elena Basile, dell’’on. Stefania Ascari e della giornalista Fiammetta Cucurnia.
L’Ambasciatrice è stata linciata sui giornali più letti, è stata chiamata “addetta della Farnesina” e “funzionario di grado medio basso". Il gruppo di intellettuali summenzionato ha partecipato recentemente al festival del cinema documentario “Il tempo dei nostri eroi” (Bologna, 11-12 aprile) organizzato dalla rete internazionale RT-Doc, nel quale si sono proiettati docufilm su varie aree di crisi nel mondo, in particolare sul genocidio di Gaza. Un festival promosso, tra gli altri, dal grande regista serbo Emil Kusturiça.
Ebbene, l’on. Picierno ha trovato il tempo di indirizzare una lettera aperta alla presidente del Consiglio, per chiedere divieti, censure e sanzioni per i partecipanti.
La trasmissione tv “Di Martedì”, in data 14 aprile, ha mandato in onda un servizio di due comici che fanno satira di parte al servizio dei potenti di un partito, che si concludeva con sberleffi all’indirizzo di privati cittadini rei di avere osato guardare documentari di autori belgi, tedeschi, turchi, slovacchi, russi sulla guerra in Ucraina e su Gaza.
Come è noto molti politici difendono Israele malgrado le aggressioni e le violazioni del Diritto Internazionale, partecipano a conferenze del Governo saudita i cui rappresentanti sono stati considerati i mandanti del delitto di un giornalista Kasoggi avvenuto nel consolato saudita in Turchia e polemizzano aspramente con il Presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco per avere concesso il padiglione ai russi come agli israeliani.
I doppi standard imperversano. Alcuni organi di stampa, vedi “Il Foglio”, rilanciano le accuse della Picierno e chiedono che siano applicate le sanzioni europee a liberi cittadini colpevoli di avere assistito a un festival del cinema. Ricordiamo che la Commissione Europea, organo esecutivo e non giudiziario, ha bloccato i conti al politologo svizzero Jacques Baud senza processo, limitando duramente la sua libertà di circolazione e ha ricattato economicamente la Biennale.
Le banche dei Paesi europei applicano nell’indifferenza delle destre e dei socialisti europei le sanzioni statunitensi a Francesca Albanese. La censura dei media russi decisa dalla Commissione europea è contraria ai nostri principi costituzionali. Se fossimo in guerra con la Russia, essa avrebbe dovuta essere dichiarata dal Presidente della Repubblica dopo una discussione e conseguente decisione parlamentare. I cittadini europei sono liberi, fino a prova contraria, di ascoltare propaganda ucraina, russa, NATO, cinese, statunitense, iraniana e di farsi la propria opinione.
La censura è una violenza autoritaria e intimamente fascista. Le libertà di pensiero, di espressione e di stampa sono tutelate dalla Costituzione e dai Trattati europei. Ci appelliamo all’intellettualità libera, a prescindere dagli orientamenti politici dei singoli, perché faccia udire la propria voce di protesta, e si schieri, senza esitazione, dalla parte dello Stato di diritto.
Chiediamo ai cittadini, ai politici, agli artisti, agli scrittori, a uomini e donne del cinema e del teatro, ai giornalisti di mobilitarsi per respingere ogni tentativo di silenziare o ostracizzare chi si rifiuta di piegarsi a una narrazione univoca della guerra in Ucraina e delle guerre in Medio Oriente, sulla base non di pregiudizi ideologici, bensì della documentata ricostruzione dei fatti, sorretta dalla gran parte della storiografia e dell’analisi politologica. Ricordiamo che chi non viene colpito oggi, molto probabilmente lo sarà domani; coloro che provano a ragionare con la propria testa, se cedono ai ricatti e alle pressioni, piegandola oggi, domani la vedranno rotolare in un cesto.
Elena Basile, Angelo d’Orsi