16 Apr, 2026 - 12:02

Selvaggia Lucarelli senza freni contro Silvia Salis: "È un'automa"

Selvaggia Lucarelli senza freni contro Silvia Salis: "È un'automa"

Non le piace per niente. Se Silvia Salis partecipasse a "Ballando con le Stelle", dove fa la giudice, probabilmente, le darebbe una caterva di insufficienze. Ma anche se fa solo politica, le viene l'orticaria solo a vederla su Instagram.

Oggi Selvaggia Lucarelli ha scelto un nuovo bersaglio da colpire: la sindaca di Genova che sogna di diventare la federatrice del Campo largo. 

Non è abbastanza di sinistra, per la giornalista del Fatto Quotidiano.

Quindi, si becca un'intera pagina dove la definisce, tra l'altro, "automa", "androide", "instagrammabile", frutto del laboratorio più elitario del Pd e del centrosinistra moderato.

Selvaggia Lucarelli contro la sindaca di Genova Silvia Salis: cosa ha scritto

Silvia Salis è l'ultimo ritrovato della "finta sinistra". La notizia è su un'intera pagina del Fatto Quotidiano. Ed è a firma di Selvaggia Lucarelli, in vena, evidentemente, di dare patenti di "progressismo", ora che inizia la lotta per chi - tra Elly Schlein, Giuseppe Conte e Silvia Salis, appunto - deve assumere la guida del centrosinistra. 

Leggere per credere:

virgolette
L'ascesa di Silvia Salis in politica sembra provenire da un perfetto esperimento di laboratorio, uno di quelli progettati con cura tafazziana dai partiti centristi di Carlo Calenda e Matteo Renzi nonché da Dario Franceschini e dagli ultimi alchimisti della vecchia corrente del Pd, per creare artificialmente un leader che abbia una caratteristica indispensabile: non essere di sinistra

All'insegna del sarcasmo, Selvaggia Lucarelli attacca Silvia Salis in più passaggi del suo lungo articolo: tutto le sembra, tranne una donna "normale" che ha deciso di fare politica.

Ma tant'è: al bando la solidarietà femminile, Lucarelli ricostruisce la biografia di Salis così:

virgolette
Gli alchimisti del Pd, va detto, ci hanno lavorato strenuamente per anni, perfezionando l'androide Salis in un laboratorio segreto in casa Franceschini...

Lucarelli nutre dei sospetti anche per il passato da sportiva olimpionica di Salis:

virgolette
Svezzato nella città di Genova, l'androide Salis viene dapprima forgiato fisicamente nella pratica di uno sport rude, che consiste nel lancio del martello, ma che evoca pure quello della falce, così da eliminare ogni sospetto di radicalismo comunista, per poi venire collaudato in un ambiente lontano da qualsiasi conflitto sociale: è infatti al Coni, sotto l'ala esperta di Giovanni Malagò, che Salis viene addomesticata e affina la competenza essenziale per diventare il leader perfetto del centrosinistra: non dare mai l'impressione di stare dalla parte degli ultimi, ma al massimo degli argento e bronzo, e ricordare che lo scontro ideologico deve consistere tutt'al più in una divergenza sul calendario degli eventi con buffet...

Come dire: per Selvaggia Lucarelli, Silvia Salis è troppo radical-chic. Troppo lontana da ciò che servirebbe all'Italia del 2026: una bella, vera, sana lotta di classe. Come si faceva una volta.

I giudizi estetici

Ma non basta: Selvaggia Lucarelli si scaglia contro Silvia Salis mettendo a fuoco anche il suo aspetto fisico:

virgolette
Anche sul piano estetico Salis è stata progettata con una chirurgica attenzione al dettaglio, perfetta per rappresentare l'anti-Meloni: alta un metro e ottanta per evocare la superiorità morale ma pure genetica, bionda come Giorgia ma con una chioma sintetica, resistente a eventi atmosferici e politici avversi e scolpiti a colpi di piastra Ghd, sopracciglia disegnate dalla matita di Massimiliano Fuksas nonché una voce ferma, calibrata, quasi istituzionale, progettata per non incrinarsi mai...

La parlata? "Monocorde". Lo sguardo? "Inespressivo". Insomma: per Lucarelli, Salis è un errore di laboratorio. Anche quando posta la foto dietro la consolle del dj set "diventata virale in tutto il mondo".

C'è un motivo ben preciso, del resto, che lo spiega:

virgolette
No, non è quell'evidente profumo di proletariato che emanano i suoi occhiali Bottega Veneta da 520 euro, ma un elemento subliminale di cui nessuno, a parte Franceschini e il suo diabolico team di alchimisti, è a conoscenza: in realtà, la dj Charlotte de Witte era una semplice figurante...

In ogni caso: per l'esperimento di laboratorio Salis, Lucarelli ravvede almeno un errore: Silvia ha lo stesso cognome della "comunista Ilaria" (tanto è vero che ieri Matteo Salvini le ha confuse). 

A questo punto, per la giornalista del Fatto, al Pd non resta che "fare ciò che gli riesce meglio da anni: dare la colpa a Conte". Lui sì che è perfetto per la lotta di classe.  

LEGGI ANCHE