Kanye West in Europa ancora si scontra con la politica. Il rapper, oggi noto come Ye, ha rinviato a data da destinarsi il concerto previsto l'11 giugno presso lo stadio Vélodrome di Marsiglia, dopo che il governo francese aveva fatto sapere di stare valutando un possibile divieto, a causa delle sue passate dichiarazioni ritenute antisemite e filo-naziste, sulla scia delle proteste sulla sua presenza al come headliner al Wireless Festival di Londra.

Immagine dello stadio Vélodrome di Marsiglia tratta dal canale YT di Franche 24 English.
L’annuncio del rinvio è arrivato direttamente da Ye con un post su X nella serata di martedì: l'artista ha scritto di aver deciso autonomamente di posticipare lo show di Marsiglia “a data da destinarsi”, dopo una lunga riflessione. Racconta di non voler coinvolgere i suoi fan, che sono tutto per lui, nei suoi errori passati.
After much thought and consideration, it is my sole decision
— ye (@kanyewest) April 15, 2026
to postpone my show in Marseille, France until further notice.
Il post del cantante è stato diffuso su internet, dopo che il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez aveva fatto sapere di stare valutando “tutte le possibilità” per impedire il concerto dell’11 giugno, dichiarandosi “estremamente determinato” a bloccare l’evento.
A Marsiglia, anche il sindaco Benoît Payan si era già schierato nettamente contro lo show: a fine marzo aveva scritto sui social che West “non è il benvenuto” e che non avrebbe permesso che la città diventasse “una vetrina per chi promuove l’odio e un nazismo sfacciato”.
Le contestazioni affondano le radici nelle ripetute esternazioni antisemite di Ye, che sono culminate nel 2025 con la promozione di siti che avevano in vendita di magliette con svastiche, post sui social in cui si definiva nazista e dichiarazioni di ammirazione per Hitler. Il culmine arriva con la canzone Heil Hitler, che aveva raccolto numerose critiche.
In un secondo post su X, Ye ha ammesso che ci vorrà tempo perché le persone credano alla sincerità del suo tentativo di rimediare, dicendo di assumersi “la piena responsabilità”, ma di non voler trascinare i fan nelle polemiche: “I miei fan sono tutto per me… ci vediamo in cima al mondo”, ha scritto. Sembra, per questo, da escludersi che voglia rinunciare al suo ritorno in live.
I know it takes time to understand the sincerity of my commitment to make amends
— ye (@kanyewest) April 15, 2026
I take full responsibility for what’s mine but I don’t want to put my fans in the middle of it
My fans are everything to me
Looking forward to the next shows
See you at the top of the globe ????
Nel tentativo di rilanciare la sua carriera, a gennaio Ye aveva comprato una pagina sul Wall Street Journal per scusarsi con le comunità ebraica e afroamericana, attribuendo il suo comportamento a problemi di salute mentale. West aveva già raccontato di soffrire di bipolarismo, ma all'interno del pezzo di scuse avrebbe asserito di trovarsi sullo spettro autistico.
Ma le principali organizzazioni ebraiche hanno reagito con freddezza: l’Anti-Defamation League ha definito le scuse “attese da tempo”, sottolineando che non cancellano “automaticamente” anni di antisemitismo pubblico.
Eppure, nonostante le polemiche, il suo ritorno sul palco negli Stati Uniti è stato un enorme successo commerciale.
Le prime due date al SoFi Stadium di Los Angeles, a inizio aprile, hanno registrato tra i 70.000 e gli 80.000 spettatori a sera, con un incasso complessivo di circa 33 milioni di dollari, uno dei più alti mai registrati per due concerti consecutivi nello stadio.
Sono numeri che fanno gola all’industria, ma che mettono in difficoltà promoter e major, divisi tra l’attrattiva economica di Ye e i rischi reputazionali di associarsi a un artista così controverso.
In Europa, per ora, restano confermate le date al GelreDome di Arnhem nei Paesi Bassi il 6 e l’8 giugno, oltre a un concerto a Madrid a fine luglio. Lo lasceranno esibirsi?