È stato colpito alle spalle Annibale 'Dino' Carta, il personal trainer di 42 anni, ucciso con quattro colpi di pistola lunedì 13 aprile 2026 a Foggia.
La vittima stava portando a spasso con il cane, nei pressi della sua abitazione, quando è stata colpita a morte. Secondo le indagini, il killer era in sella a una bicicletta: sarebbe stato immortalato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.
Gli inquirenti, che stanno mantenendo uno stretto riserbo sulle indagini, hanno ascoltato parenti e conoscenti informati sui fatti.
Nelle ultime ore è emerso che il sospettato è un uomo incappucciato, fuggito su una bicicletta dopo il delitto. Avrebbe sparato a Carta da una distanza ravvicinata. Le telecamere non avrebbero ripreso l'omicidio, ma hanno permesso di individuare questa figura.
La pista dello scambio di persona è ritenuta al momento improbabile, in quanto la zona era ben illuminata. Anche quella della criminalità organizzata sarebbe stata esclusa.
Il 42enne era incensurato e conosciuto da tutti come un professionista serio, dedito alla famiglia e al lavoro. Era noto negli ambienti sportivi e in passato aveva svolto anche volontariato in parrocchia.
Si scava, intanto, nella vita privata di Annibale Carta, cercando di capire di più anche sulle sue ultime ore. L'uomo era sposato e padre di due figlie, una di 12 anni e l'altra di pochi mesi.
Come riporta Il Corriere del Mezzogiorno, una delle ipotesi degli investigatori è che il 42enne avesse litigato con qualcuno sul posto di lavoro, che poi avrebbe deciso di vendicarsi.
Ma si tratta comunque di una tesi ancora al vaglio. Il movente è ancora un mistero e l'omicidio
Queste le parole dell'avvocato Michele Vaira, che difende gli interessi della famiglia di Annibale Carta. Il legale ha voluto anche ringraziare tutti per "l'ondata di affetto" che ha investito i familiari della vittima.
Dimostrazioni di solidarietà che confermano come Dino fosse
L'avvocato Vaira ha poi tenuto a lanciare un appello a chiunque sia in possesso di informazioni utili, affinché Dino abbia giustizia, e agli organi di informazione, chiedendo che venga tenuta alta l’attenzione su questo gravissimo fatto di cronaca. Evitando, però, "ogni forma di spettacolarizzazione del dolore e ogni intrusione nella sfera privata dei congiunti della vittima".