15 Apr, 2026 - 12:00

Perché Ilaria Salis ha conservato l'immunità: ecco le motivazioni del Parlamento Ue sull'Ungheria

Perché Ilaria Salis ha conservato l'immunità: ecco le motivazioni del Parlamento Ue sull'Ungheria

Il 7 ottobre 2025, l’eurodeputata italiana di Avs, Ilaria Salis, conservava l’immunità parlamentare grazie ad un solo volo di scarto. 

La votazione, tra le più controverse e divisive della storia recente del Parlamento Europeo, si rese necessaria per la richiesta di revoca dello scudo parlamentare inoltrata dal Tribunale di Budapest, dove Ilaria Salis era a processo per una presunta aggressione avvenuta nella capitale magiara nel febbraio del 2023 durante il corteo della cosiddetta “Giornata dell’Onore”.

Oggi il Parlamento europeo ha pubblicato le motivazioni della decisione, riportate dall’agenzia AdnKronos. Al centro del verdetto, il riconoscimento del cosiddetto “fumus persecutionis”: secondo Strasburgo, il procedimento giudiziario potrebbe avere avuto l’obiettivo di danneggiare l’attività politica dell’eurodeputata.

Di seguito, i punti chiave delle motivazioni.

Il “fumus persecutionis” ha salvato Salis: perché l’immunità resta

Il sospetto di “fumus persecutionis” ha consentito ad Ilaria Salis di conservare l’immunità parlamentare evitando di tornare in carcere in Ungheria dove era a processo una presunta aggressione ai danni di alcuni manifestanti di estrema destra nel corso di una manifestazione a Budapest nel febbraio del 2023. 

E’ questa la motivazione alla base della decisione del Parlamento Europeo, che lo scorso 7 ottobre 2025 ha respinto - con un solo voto di scarto - la richiesta del tribunale ungherese di revocarle l’immunità per consentire la ripresa del procedimento giudiziario interrotto dopo la sua elezione nel giugno del 2024. 

Con il termine “fumus persecutionis” si indica l’indizio o il sospetto che un'azione giudiziaria (come un'indagine penale) non sia motivata da un'applicazione imparziale della legge o dalla ricerca della verità, ma da un intento persecutorio o pregiudizievole nei confronti di un soggetto specifico, spesso per ragioni politiche.

Nel caso di Salis, l’Aula di Strasburgo ha ritenuto che esistano “elementi concreti” per ipotizzare che il procedimento in corso a Budapest fosse finalizzato a recare “un pregiudizio alla sua attività politica”. Da qui la decisione di respingere la richiesta di revoca.

Chi è stato perseguito (e chi no): i dubbi di Strasburgo sul processo

Quali sono gli “elementi concreti” che hanno portato il Parlamento a decidere di non revocare l’immunità a Ilaria Salis? 

Dal testo riportato da AdnKronos, secondo Strasburgo emergerebbe una disparità di trattamento a seconda dell’appartenenza politica delle persone sospettate di essere state coinvolte negli scontri.

Il Parlamento sottolinea che "sono stati segnalati scontri ed episodi di violenza commessi dalle persone che celebravano il cosiddetto Giorno dell'onore".

Tuttavia, nota, "il Tribunale regionale di Budapest-Capitale ha affermato di non essere a conoscenza di alcun atto di violenza commesso da alcun partecipante alla commemorazione del cosiddetto Giorno dell'onore del 2023 che avrebbe portato all'adozione di misure nei loro confronti, ad eccezione di Ilaria Salis e di altri due imputati nella causa".

Una circostanza che, secondo Strasburgo, solleva dubbi su un’applicazione selettiva della legge, come se solo gli antifascisti coinvolti fossero stati considerati responsabili.

Il Parlamento ha inoltre rilevato che Salis è stata sottoposta a condizioni detentive particolarmente dure nel corso del procedimento penale.

Alla luce di tutti questi elementi, l’Eurocamera ha quindi deciso di non revocare l’immunità.

Immunità parlamentare: perché il Parlamento Ue ha l’ultima parola

Il Parlamento europeo aveva la facoltà di prendere una decisione di questo tipo? La risposta è sì.

L’immunità parlamentare è un insieme di garanzie che tutela i deputati da interferenze esterne, consentendo loro di svolgere liberamente il proprio mandato senza pressioni o persecuzioni arbitrarie.

Nel caso specifico, il Parlamento ha riconosciuto che i fatti contestati a Ilaria Salis non riguardano opinioni o voti espressi nell’esercizio delle sue funzioni.

Tuttavia, ha richiamato anche la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, secondo cui l’Eurocamera dispone di un ampio margine discrezionale nelle decisioni sulla revoca dell’immunità, proprio per il carattere politico di tali valutazioni.

In sostanza, il Parlamento è sovrano nel decidere sull’immunità dei propri membri — e in questo caso ha scelto di mantenerla.

 

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