Sale a tre il numero delle persone fermate in relazione all'omicidio del 30enne Enzo Ambrosino, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato a Induno Olona, nel Varesotto. In manette, dopo il 50enne Gesuino Corona, presunto autore materiale del delitto, sono finiti anche un 65enne e un 27enne, accusati di rissa aggravata.
Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, coordinati dalla Procura di Varese, Ambrosino sarebbe morto al culmine di una rissa scoppiata tra più persone davanti alla sua abitazione di via Porro.
A sferrare la coltellata fatale, sarebbe stato, in particolare, Gesuino Corona, 50 anni, che davanti al pm Marialina Contaldo ha dichiarato nei giorni scorsi di aver agito senza alcuna intenzione di "fare del male", per "salvare" il figlio.
Sembra che quest'ultimo e la vittima avessero infatti avuto contrasti legati a un debito di qualche centinaio di euro. Da qui l'agguato sotto casa del 30enne - imbianchino e padre di due figli -, culminato nell'aggressione e infine nel sangue.
I due nuovi fermati avrebbero 65 e 27 anni e ,secondo gli inquirenti, avrebbero preso parte alla rissa che ha portato alla morte di Ambrosino. Per entrambi il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Le posizioni dei soggetti coinvolti sono al vaglio dei carabinieri, che stanno lavorando per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. Gesuino Corona, difeso dall'avvocato Domenico Margariti, resta intanto nel carcere dei Miogni, dove è stato trasferito dopo la medicazione delle ferite riportate durante l'aggressione.
Nella giornata di oggi, 14 aprile, sarà interrogato dal gip e potrà ribadire la propria versione. È previsto per domani, invece, il conferimento dell'incarico al medico legale per l'autopsia sul corpo della vittima. Si attendono sviluppi: fonti locali non escludono ulteriori indagati.