La partita per la presidenza della FIGC entra nel vivo e la Lega Serie A sembra aver già fatto la sua scelta.
Secondo quanto trapela dall’ultima assemblea, sarebbero 17 club su 20 ad aver indicato Giovanni Malagò come candidato da sostenere in vista dell’elezione del 22 giugno.
Una convergenza ampia e significativa che rappresenta una chiara presa di posizione della massima serie italiana, intenzionata a presentarsi compatta alla corsa per il nuovo vertice del calcio italiano.
La scelta della Serie A assume un valore politico rilevante, anche se il suo peso elettorale è pari al 18%. Non sufficiente da solo per determinare l’esito del voto, ma potenzialmente decisivo nella costruzione di alleanze più ampie tra le componenti federali.
La candidatura sostenuta dalla Serie A potrebbe infatti diventare un punto di riferimento nelle trattative che precedono l’elezione.
L’elezione del nuovo presidente della FIGC coinvolgerà 274 delegati, chiamati a esprimere un totale di 516 voti complessivi.
La distribuzione delle percentuali è la seguente:
Lega Serie A: 18%
Lega Serie B: 6%
Lega Serie C: 12%
Lega Nazionale Dilettanti: 34%
Calciatori (AIC): 20%
Allenatori (AIAC): 10%
La componente più pesante resta quella della Lega Nazionale Dilettanti, guidata da Giancarlo Abete, che detiene da sola oltre un terzo del peso elettorale.
Accanto alla posizione della Serie A, anche le altre categorie giocheranno un ruolo importante nella definizione dell’esito finale.
I calciatori (20%) e gli allenatori (10%) rappresentano un blocco significativo, mentre Serie B e Serie C contribuiscono rispettivamente con il 6% e il 12% del totale.
In uno scenario così frammentato, la costruzione di una maggioranza richiederà necessariamente un’intesa trasversale tra le diverse componenti federali.
Con l’elezione fissata per il 22 giugno, la candidatura sostenuta dalla Serie A potrebbe influenzare in modo decisivo le prossime settimane di confronto politico all’interno del calcio italiano.
Il quadro resta aperto, ma la presa di posizione della massima serie rappresenta già un primo tassello importante nella corsa alla presidenza della FIGC.