10 Apr, 2026 - 16:46

Sissy Trovato Mazza, caso chiuso dopo 10 anni: il gip archivia per suicidio. Il padre: "Una vergogna"

Sissy Trovato Mazza, caso chiuso dopo 10 anni: il gip archivia per suicidio. Il padre: "Una vergogna"

Maria Teresa Trovato Mazza, per tutti semplicemente "Sissy", aveva 27 anni quando, il primo novembre 2016, fu trovata gravemente ferita all'interno di un ascensore dell'ospedale Civile di Venezia, colpita da un proiettile alla testa.

Agente della polizia penitenziaria in servizio al carcere della Giudecca, era stata incaricata di controllare una detenuta partoriente. Da quel giorno rimase in coma per oltre due anni, fino alla morte, avvenuta il 12 gennaio 2019.

Pochi giorni fa, il giudice per le indagini preliminari chiamato a esprimersi sulla quarta richiesta di archiviazione del fascicolo per istigazione al suicidio ha messo un punto fermo al caso, ritenendo che non vi siano elementi sufficienti a sostegno di ipotesi diverse dal gesto volontario.

L'archiviazione: "Nessuna alternativa al suicidio"

La decisione del gip arriva al termine di un lungo iter giudiziario, segnato da tre richieste di archiviazione respinte e altrettante indagini sollecitate dalla famiglia. Con il provvedimento depositato nei giorni scorsi, la richiesta della Procura è stata accolta e il fascicolo definitivamente chiuso.

Il giudice ha sottolineato come "la complessa e variegata attività di indagine espletata [...] non ha permesso di sviluppare una (anche solo plausibile) tesi ricostruttiva alternativa" rispetto a quella sostenuta fin dall'inizio dall'accusa. In particolare, ha scritto ancora, 

virgolette
la tesi omicidiaria [è] risultata incompatibile con tutta una serie di dati di natura sia fattuale che tecnico-scientifica.

Le lacune nelle indagini e i punti rimasti oscuri

Nel provvedimento non mancano le critiche all'attività investigativa. Il giudice parla di "lacune non colmabili" e di "perdita di dati ed elementi non più recuperabili". Tra quelli citati dalla famiglia, la mancata identificazione della donna che per prima avrebbe visto Sissy ferita nell'ascensore, ritenuta dal gip non determinante ai fini della ricostruzione dei fatti.

E ancora: la questione del telefono della 27enne, ritrovato il giorno successivo nell'armadietto del carcere. Il giudice scrive che la circostanza che ne fosse priva "sembra confermata dal complesso dei filmati" che la riprendono in ospedale. Restano però le anomalie segnalate dalla consulenza tecnica della famiglia, secondo cui il dispositivo sarebbe stato acceso dopo il sequestro e numerosi file cancellati. 

La rabbia del padre di Sissy: "Non ci arrendiamo"

Durissima la reazione dei familiari della giovane. Il padre, Salvatore Trovato Mazza, sentito da Tag24, ha contestato apertamente le conclusioni del gip, parlando di un'indagine che, a suo dire, sarebbe stata orientata in un'unica direzione dal principio.

"È una vergogna - afferma - Per tre volte ci hanno dato la possibilità di andare avanti, questa volta invece hanno chiuso tutto senza considerare quello che abbiamo presentato". Secondo Salvatore, diversi aspetti sarebbero stati trascurati, a partire dalla mancata audizione delle colleghe della figlia.

"Ci hanno detto che non era importante sentirle anche se quella mattina erano con lei. Così come ci hanno detto che non ha alcuna rilevanza il cellulare, nonostante sia stato manomesso. La verità è che Sissy non si sarebbe mai tolta la vita, per di più in quel modo", prosegue.

Secondo lui e la figlia Patrizia, la giovane aveva scoperto, piuttosto, situazioni irregolari nell'ambiente di lavoro, tra cui presunti traffici illeciti. "Lavorava per lo Stato e lo Stato deve dirci cosa è successo - conclude - Sono pronto a rivolgermi a Strasburgo: non mi arrenderò finché non avrò avuto risposte". 

LEGGI ANCHE