Il governo ha deciso le nuove nomine per i vertici delle grandi partecipate statali. Si tratta di Enel, Enav, Eni e Leonardo.
È soprattutto per quest'ultima azienda che è arrivata la sorpresa destinata a fare più rumore: l'amministratore delegato Roberto Cingolani, infatti, non è stato confermato.
A leggere le indiscrezioni di stampa, paga la troppa autonomia rispetto ai desiderata del governo, rispetto alla sua linea politica.
In particolare, ci sarebbe il cosiddetto "Michelangelo Dome" al centro della decisione di allontanarlo.
Ma, nello specifico, di cosa si tratta? E, per caso, dietro c'è lo zampino di Trump?
Secondo vari analisti, Roberto Cingolani ha lavorato bene in questi anni alla Leonardo. Con lui alla guida, la società che si occupa di difesa ha quintuplicato il valore in Borsa, con i ricavi che nel 2025 sono arrivati a 19,5 miliardi (+11%) e un portafoglio ordini da 46 miliardi. Numeri record.
Eppure, il governo ha voluto sostituirlo. Perché?
A detta di molti, c'entra il suo "Michelangelo Dome", un sistema di difesa basato sull'Intelligenza artificiale che sarebbe stato giudicato da Washington come fin troppo competitivo. Questo, naturalmente, secondo chi critica aspramente Palazzo Chigi per la scelta di sacrificare Cingolani.
Fatto sta che il Michelangelo Dome è un sistema in grado di collegare diverse apparecchiature e piattaforme al fine di proteggere i Paesi, in questo caso l'Italia, dalle minacce aeree.
Il modello è l'Iron Dome di Israele, per intenderci.
Roberto Cingolani, già ministro della Transizione ecologica del Governo Draghi, è una figura bipartisan, da sempre apprezzato come tecnico.
I numeri della sua Leonardo confermano tutto il bene che si dice di lui: oltre ad aumentare ordini e utili, l'azienda statale che si occupa di difesa, con lui alla guida, si è integrata sempre più nell'industria militare europea, cosa che francesi e tedeschi chiedevano da anni. Ma che, probabilmente, Washington non ha visto di buon occhio.
Per questo, stando ai detrattori del governo, la scelta di sostituirlo sarebbe un favore che Palazzo Chigi farebbe all'amministrazione Trump.
Ma tant'è: bisogna anche dire che il mercato ha risposto male al suo addio, con un crollo del 7% in un giorno.
Sotto l'aspetto politico, ci si chiede come l'Europa potrà mai avere una sua difesa autonoma finché i suoi governi puniranno chi lavora per essa.