09 Apr, 2026 - 16:20

Social di FdI al veleno contro Elly Schlein: "Non ti affannare"

Social di FdI al veleno contro Elly Schlein: "Non ti affannare"

È vero che Giorgia Meloni, oggi, in parlamento, ha chiarito una volta di più che non vuole andare ad elezioni anticipate e che il governo, schierato simbolicamente al gran completo nei suoi banchi di Montecitorio, sarà "pienamente in carica" fino alla sua scadenza naturale, vale a dire ancora per un anno e mezzo. Ma è pur vero che oggi sembra proprio che sia iniziata la campagna elettorale.

Giorgia Meloni, tra le righe del suo discorso, sembra aver individuato in Giuseppe Conte il suo più probabile competitor alle elezioni politiche del prossimo anno.

Ma, contemporaneamente, la sua "contraerei" sui social, ha cercato di parare anche i colpi della segretaria del Pd Elly Schlein.

I post al veleno contro Schlein: "Non ti affannare"

Fratelli d'Italia ha deciso di non lasciar cadere le accuse che la segretaria del Pd Elly Schlein ha rivolto al governo Meloni durante il dibattito parlamentare di oggi.

In Aula, si era rivolta ai banchi del governo così:

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In quattro anni non avete fatto nulla. Tocca a noi costruire l'alternativa e attuare la Costituzione

Al che, la risposta del partito di maggioranza relativa, sui social, è stata questa:

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Schlein, in Aula, è andata in confusione. Sembrava convinta che al posto del Presidente Meloni ci fosse un esponente del suo partito, lo stesso che per anni ha portato l’Italia alla deriva. Il Pd ha smantellato la sanità, come certificano i numeri. Non è stato capace di approvare nessuna delle sue misure bandiera, a partire dal salario minimo. Sempre il Pd ha ignorato per decenni il tema della sicurezza, inseguendo una politica immigrazionista che ha finito per sacrificare i diritti degli italiani...

L'invito finale, quindi, con tanto di foto di Renzi, Conte, Gentiloni, Prodi e Letta, gli ultimi cinque premier targati centrosinistra, è stato questo:

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Elly, non ti affannare, non esiste un’alternativa al Governo Meloni

 

La spaccatura in politica estera del centrosinistra

Cercando di parare i colpi dell'opposizione, tutto il centrodestra oggi in Aula ha cercato di evidenziare le spaccature del Campo largo. In primis su un punto decisivo: la politica estera.

Oltre che Fratelli d'Italia, anche la Lega ha messo il dito nella piaga. Quando ha preso la parola il suo capogruppo Riccardo Molinari, ha evidenziato.

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Ogni volta che c'è da fare una scelta sul campo della politica estera, vi presentate con cinque mozioni diverse

E, in effetti, che questo sia il tallone d'Achille della minoranza non è una novità.

Tant'è che questa mattina, incalzato proprio su questo tema, in particolare sul fatto che il M5S vuole abbassare le spese militari, l'ex ministro della Difesa targato Pd Lorenzo Guerini, al Corriere della Sera, l'ha messa così:

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Un'alleanza è fatta di obiettivi condivisi e di mediazioni per raggiungerli. Non sono stupido, bisogna lavorarci con impegno accorciando le distanze dove necessario. Io credo che il primo punto del programma del centrosinistra per le prossime elezioni dovrà essere la sfida per un'Europa più forte. E questo passa anche per il rafforzamento delle nostre capacità militari per concretizzare l'ambizione dell'autonomia strategica europea con gli investimenti necessari: lo abbiamo fatto già insieme nel Conte II. Qualche volta sembra che tutti se ne siano dimenticati...

Per non "affannarsi" a vuoto, nel Campo largo bisogna che qualcuno si ricordi come si fa. 

 

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