"In questo momento sto vivendo un dolore enorme, ma anche una forte angoscia che cresce ora dopo ora. Per questo sento il bisogno di lanciare un appello: chiedo che le ricerche di mio padre non si fermino e che vengano intensificate il più possibile".
A scrivere queste parole su Facebook è Angelica Racanati, la figlia di Domenico, il 53enne di Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani, disperso dallo scorso 2 aprile. L'uomo stava transitando sul ponte sul fiume Trigno, tra Abruzzo e Molise, al momento del crollo.
Finora è stato trovato solo un pezzo della sua auto, una Fiat Bravo. Il paraurti con la targa è stato individuato sotto il troncone di ponte finito nel fiume, nella zona di Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso.
"Ogni minuto che passa è fondamentale. Il tempo, in situazioni come questa, può fare la differenza, e noi non possiamo permetterci di perderlo", scrive la figlia maggiore Angelica in un appello condiviso sui social.
Secondo quanto accertato, il 53enne, al momento del cedimento del ponte, stava attraversando proprio quel tratto di strada, diretto al lavoro.
"Chiedo alle istituzioni, alla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, e a tutte le forze coinvolte di fare tutto il possibile, di utilizzare ogni mezzo disponibile e di ampliare le ricerche anche nelle zone limitrofe" aggiunge la ragazza.
I familiari di Domenico Racanati chiedono di non essere lasciati soli in questi terribili momenti.
"Mio padre merita di essere cercato senza sosta. Non è solo una richiesta formale: è il grido di una figlia e di una famiglia che ha bisogno di risposte, che ha bisogno di sentire la presenza concreta dello Stato, che ha bisogno di sapere che non si sta tralasciando nulla", scrive ancora la figlia Angelica.
Mi appello alla sensibilità e al senso di responsabilità di chi può intervenire: vi prego, non fermatevi. Noi non perderemo la speranza, ma abbiamo bisogno di tutto il vostro aiuto" conclude la giovane.