08 Apr, 2026 - 21:49

Femminicidio Giulia Tramontano, appello bis per Impagnatiello: ecco perché

Femminicidio Giulia Tramontano, appello bis per Impagnatiello: ecco perché

Appello bis per Alessandro Impagnatiello, accusato dell’omicidio della compagna Giulia Tramontano, uccisa con 37 coltellate il 27 maggio 2023 a Senago, alle porte di Milano, mentre era incinta di sette mesi del loro figlio Thiago. Lo ha disposto la Corte di Cassazione.

I giudici della Prima sezione penale della Suprema Corte hanno accolto il ricorso della procura generale di Milano sulla premeditazione, aggravante che era stata esclusa lo scorso giugno dai giudici della Corte d'Assise d'Appello. 

"Una decisione che dal punto di vista tecnico va accolta con favore perche l’imputato è un uomo privo di empatia, caratterizzato da un evidente gelo interiore" ha commentato l'avvocato Nicodemo Gentile, legale della famiglia della vittima.

Appello bis per Impagnatiello: "L'omicidio di Giulia è stato un agguato"

La procura generale della Cassazione, nella requisitoria, ha dichiarato che quello di Giulia fu un "omicidio premeditato": le indagini avevano mostrato come Impagnatiello avesse somministrato alla compagna incinta del veleno per topi, per poi decidere di ucciderla.

Impagnatiello è stato condannato all'ergastolo sia in primo grado che in appello, senza però l'aggravante della premeditazione.

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La procura generale non può comprendere perché la Corte d’Assise d’Appello abbia svilito il concetto dell’agguato, dall’arma già scelta, alla rimozione del tappeto, elementi valorizzati nella sentenza di primo grado. Tra il progetto e il compimento dell’omicidio c’è stato tutto il tempo per riflettere. Impagnatiello era arrivato alla conclusione di quella che sarebbe stata la propria azione

 ha dichiarato in aula il sostituto procuratore generale Elisabetta Ceniccola.

La difesa di Alessandro Impagnatiello aveva invece richiesto di escludere l’aggravante della crudeltà e di riconoscere le attenuanti generiche. 

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Molti punti della confessione contrastano con gli elementi di fatto acquisiti. La corte d’Assise d’Appello sull’aggravante della crudeltà ha argomentato con coerenza

ha aggiunto Ceniccola.

Il legale di Franco Tramontano: "Rivalsa contro Giulia"

Impagnatiello "ha ucciso per spirito punitivo: nessun impeto, nessuna reazione improvvisa, ma una decisione maturata con fredda determinazione” ha affermato Nicodemo Gentile, legale di Franco Tramontano, padre di Giulia, dopo la lettura della sentenza.

La sua è stata una "eliminazione lucidamente pianificata della compagna e del bambino che portava in grembo" ha spiegato.

Un gesto arrivato come "una crudele rivalsa nei confronti di Giulia, colpevole, ai suoi occhi, di non rispondere più alle sue aspettative e di aver incrinato l’immagine rispettabile che egli ostentava nel luogo di lavoro e nella vita sociale".

La difesa: "L'imputato sta seguendo un percorso personale"

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Non me lo aspettavo e sinceramente non condivido la decisione della Cassazione. Vediamo un attimo la motivazione e torneremo a discutere

ha dichiarato all'Adnkronos Giulia Geradini, legale dell'imputato. Durante il dibattimento aveva affermato di essre convinta non ci fossero gli elementi per confermare l’aggravante della crudeltà. Al contrario, riteneva fossero presenti quelli per riconoscere le circostanze attenuanti generiche.

Con questa sentenza si tornerà in aula. Impagnatiello, condannato all'ergastolo, sta "facendo un percorso personale", anche se "il carcere dove si trova non offre grandi possibilità", ha evidenziato l'avvocato.

 

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