08 Apr, 2026 - 17:28

Milan, la squadra più multata della Serie A: perché i rossoneri sono diventati “abitué” delle sanzioni

Milan, la squadra più multata della Serie A: perché i rossoneri sono diventati “abitué” delle sanzioni

Il Milan si sta guadagnando un primato poco invidiabile nella Serie A: quello di squadra più multata della stagione. Un dato curioso, ma ormai ricorrente, che riguarda soprattutto un’abitudine ben precisa — i ritardi nel rientro in campo.

Negli ultimi mesi si è consolidata una tendenza che difficilmente può essere considerata casuale. Il Milan è stato infatti sanzionato più volte per aver fatto slittare l’inizio delle gare o, più frequentemente, la ripresa dopo l’intervallo. In alcuni casi si è trattato di ritardi di appena uno o due minuti, in altri — come nell’episodio più recente — si è arrivati a circa due minuti all’inizio e tre minuti nella ripresa.

Numeri apparentemente minimi, ma che nel calcio professionistico hanno un peso preciso. I tempi sono rigidamente stabiliti e qualsiasi scostamento viene registrato e punito. Quando però questi episodi si ripetono con continuità, smettono di essere semplici eccezioni e diventano una vera e propria abitudine.

Le cifre: quanto è costata questa "cattiva" abitudine

Guardando ai numeri complessivi, il quadro diventa ancora più chiaro. Solo per i ritardi accumulati nel corso della stagione, il Milan ha già superato quota 132mila euro di multe. Una cifra costruita attraverso sanzioni ripetute, spesso nell’ordine delle 10mila, 15mila fino ai 25mila euro per singolo episodio, come nel caso più recente.

A questi importi si aggiungono poi ulteriori ammende legate ad altri fattori, come il comportamento dei tifosi — tra cori e lancio di oggetti — che fanno lievitare ulteriormente il totale.

Milan primo per multe: 146.500 euro totali in Serie A

Se si considera il totale complessivo delle sanzioni, il dato diventa ancora più significativo. Il Milan ha infatti raggiunto quota 146.500 euro di multe, di cui ben 132mila euro legati esclusivamente ai ritardi, conquistando così il primo posto in questa particolare classifica disciplinare.

Alle spalle dei rossoneri troviamo il Lecce con 117.000 euro, seguito da Roma (93.500 euro) e Genoa (93.000 euro). Più staccate Inter (77.000 euro) e Fiorentina (60.000 euro).

Nella parte centrale della graduatoria compaiono Napoli (36.500 euro), Bologna (29.000 euro) e Verona (25.500 euro), seguite da Lazio (23.000 euro) e Como (21.000 euro).

Chiudono la classifica Udinese (18.000 euro), Juventus (17.000 euro), Torino (16.500 euro), Atalanta e Pisa (entrambe a 14.000 euro), Cremonese (12.500 euro), Cagliari (11.000 euro), Parma (8.500 euro) e infine Sassuolo con appena 4.000 euro.

Una graduatoria che evidenzia ancora di più il distacco del Milan, nettamente in testa soprattutto per via delle sanzioni legate ai ritardi.

Il ruolo della gestione tecnica

All’interno di questa dinamica entra inevitabilmente anche la gestione tecnica della squadra. Con Massimiliano Allegri in panchina, è plausibile che i momenti negli spogliatoi siano particolarmente intensi e dettagliati, soprattutto durante l’intervallo.

È proprio in quei 15 minuti che si concentrano correzioni tattiche, indicazioni strategiche e confronti diretti con i giocatori. Tuttavia, quando questi momenti si prolungano anche solo di pochi minuti oltre il consentito, il rischio è quello di uscire fuori tempo massimo. Ed è esattamente ciò che è accaduto più volte nel corso della stagione, trasformando la gestione interna in un costo concreto per il club.

Perché il Milan è diventato un “abitué”

Il termine “abitué” non è casuale, ma riflette perfettamente la situazione attuale. Il Milan è diventato un caso ricorrente nei provvedimenti disciplinari per ritardi, con una frequenza tale da configurare una vera e propria recidiva reiterata.

Ed è proprio questo aspetto a incidere sulle cifre: ogni nuova violazione non viene valutata singolarmente, ma alla luce delle precedenti. Di conseguenza, le multe aumentano progressivamente, passando da importi più contenuti fino a sanzioni più pesanti come quella da 25mila euro inflitta nell’ultimo episodio. Senza un cambiamento concreto, il rischio è che il conteggio continui a salire.

Un problema più d’immagine che economico

Dal punto di vista economico, anche una cifra superiore ai 146mila euro resta sostenibile per un club come il Milan. Tuttavia, il vero impatto si misura su un altro piano, quello dell’immagine.

Essere identificati come la squadra più multata del campionato, e in particolare per una motivazione così specifica e ripetuta, può incidere sulla percezione esterna del club. Non si tratta solo di numeri, ma di reputazione: una squadra che accumula sanzioni con continuità rischia di essere vista come poco attenta ai dettagli o non perfettamente allineata alle regole.

Serve un cambio di rotta

Per interrompere questo trend non servono rivoluzioni, ma maggiore precisione nella gestione dei tempi. Basterebbe evitare anche solo quei due o tre minuti di ritardo che, sommati nel tempo, hanno già generato oltre 132mila euro di multe.

Nel calcio moderno ogni dettaglio è monitorato e regolamentato, e proprio da questi particolari passa anche la credibilità di un club. Il Milan, da questo punto di vista, è chiamato a invertire la rotta per evitare che questa “abitudine” continui a trasformarsi in un conto sempre più salato.

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