08 Apr, 2026 - 13:43

Cessate il fuoco tra USA e Iran: cos’è successo dietro le quinte nelle ore critiche prima della tregua

Cessate il fuoco tra USA e Iran: cos’è successo dietro le quinte nelle ore critiche prima della tregua

Nelle prime ore dell’8 aprile 2026, Stati Uniti e Iran hanno annunciato un cessate il fuoco di due settimane dopo giorni di colloqui. Dietro l'apparente escalation diplomatica, una rete di mediatori ha lavorato per evitare un conflitto aperto.

USA-Iran, ultimatum di Trump e negoziati dietro le quinte con Teheran

Mentre il presidente americano, Donald Trump, negli ultimi giorni ha lanciato un ultimatum all'Iran, dietro le quinte proseguivano i colloqui indiretti tra Washington e Teheran. Sebbene l'esito della diplomazia sembrasse incerto, nelle prime ore dell'8 aprile 2026 è arrivato l'annuncio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran di due settimane.

Axios ha riportato in un articolo dell'8 aprile i retroscena degli ultimi giorni.

Secondo quanto riferito, citando una fonte a conoscenza diretta dei fatti, i negoziati sarebbero stati inizialmente molto tesi; tuttavia, attraverso mediazioni continue si è arrivati ad una proposta accettabile per Washington, lasciando poi l’ultima parola a Teheran. La mattina del 6 aprile l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, avrebbe definito la controproposta iraniana in 10 punti “un disastro” e “una catastrofe”.

I mediatori pakistani avrebbero fatto da tramite tra la parte americana e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, mentre Egitto e Turchia avrebbero cercato di ridurre le divergenze tra le parti.

Dopo ore di modifiche e scambi di bozze, nella serata sempre del 6 aprile gli Stati Uniti avrebbero approvato una versione aggiornata della proposta di cessate il fuoco di due settimane.

Ruolo dei leader e delle potenze internazionali

Axios ha evidenziato anche il ruolo del nuovo leader supremo dell'Iran, Mojtaba Khamenei. Il coinvolgimento di Khamenei nei negoziati sarebbe avvenuto in modo riservato. Secondo alcune fonti citate, il momento decisivo sarebbe stato quando Khamenei ha dato il via libera ai negoziatori iraniani per raggiungere un accordo.

Anche il ministro degli Esteri iraniano avrebbe avuto un ruolo chiave sia nel gestire i colloqui sia nel convincere i comandanti delle Guardie Rivoluzionarie ad accettare l’intesa. Parallelamente, la Cina avrebbe spinto Teheran a trovare una via d’uscita dalla crisi.

Il 7 aprile, il presidente americano ha affermato: "un'intera civiltà morirà stanotte". Questa dichiarazione di Trump ha aumentato i timori su un eventuale fallimento dei colloqui tra le parti.

Coordinamento internazionale e annuncio del cessate il fuoco

Secondo quanto riportato da Axios, dietro le quinte la situazione sarebbe stata positiva. Il vicepresidente americano, JD Vance, che è in visita in Ungheria, si sarebbe occupato di questioni diplomatiche e negoziali con il Pakistan. Anche il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sarebbe stato in costante contatto con Trump e la sua squadra.

Prima di annunciare ufficialmente la tregua, Trump avrebbe contattato Netanyahu per assicurarsi che Israele rispettasse l’accordo di cessate il fuoco. Successivamente, avrebbe parlato con il feldmaresciallo pakistano, Asim Munir, per finalizzare l’intesa.

Infine, le forze statunitensi avrebbero ricevuto l’ordine di interrompere le ostilità 15 minuti dopo la pubblicazione del post di Trump.

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