La prima nave battente bandiera liberiana ha attraversato lo Stretto di Hormuz questa mattina alle 8:59. La seconda, un’imbarcazione greca, è passata alle 10:44.
La fragilissima tregua tra Iran, Stati Uniti e Israele annunciata nella notte ha avuto come primo effetto – oltre al cessate il fuoco – quello della riapertura dello Stretto di Hormuz, il canale tra Iran e Oman dal quale transita il 20% del commercio mondiale e snodo strategico per i carburanti e le materie prime energetiche.
Mentre il mondo temeva il peggio, dopo la minaccia di Trump di distruggere in una notte “un’intera civiltà” la diplomazia ha prevalso. Per le prossime due settimane cesseranno i bombardamenti nel Golfo Persico (ad eccezione del Libano) e inizieranno i negoziati di pace. Il primo round è stato fissato per venerdì 10 aprile a Islamabad.
La notizia è stata accolta con un sospiro di sollievo dal governo italiano soprattutto alla luce dei timori di un peggioramento della crisi energetica che sta interessando il Paese dall’inizio della crisi iraniana e la cessazione dei rifornimenti di carburanti dai canali mediorientali.
Papa Leone XIV che non ha mai smesso di invocare la pace ha accolto con "soddisfazione" l’annuncio della tregua, definendolo un “segno di speranza”. Il Papa ha rinnovato l’invito a dialogare dopo la notizia del cessate il fuoco di due settimane.
Ha sottolineato il Pontefice al termine dell’udienza generale dopo che il presidente USA Trump ha detto sì alla tregua di due settimane come richiesto dal Pakistan.
Ieri sera lo stesso Leone, prima di rientrare in Vaticano da Castel Gandolfo, aveva definito “inaccettabili” le minacce di Trump al popolo iraniano.
“Solo attraverso il ritorno al negoziato si può giungere alla fine della guerra”, ha sottolineato Papa Leone, esortando “ad accompagnare questo tempo di delicato lavoro diplomatico con la preghiera auspicando che la disponibilità al dialogo possa divenire lo strumento per risolvere le altre situazioni di conflitto nel mondo”.
Leone ha quindi rinnovato “a tutti l’invito a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di S. Pietro sabato 11 aprile”.
Traspare cautela dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenuto questa mattina al Tg5.
Ha dichiarato il vicepremier che ha sottolineato l’importanza della tregua per l’economia italiana messa duramente alla prova dall’aumento dei costi delle materie prime energetiche.
La tregua, infatti, arriva dopo settimane di escalation, con l’Italia particolarmente esposta per la dipendenza dalle forniture energetiche mediorientali e la necessità di stabilità per le esportazioni.
Ha detto Tajani che ha evidenziato come un’impennata del prezzo dell’energia sarebbe stato un "duro colpo per la nostra economia".
L’auspicio del titolare della Farnesina è che la diplomazia riesca a portare ad un accordo.
La sospensione dei combattimenti per due settimane è un fatto molto positivo. È una buona notizia che va nella direzione di un accordo di pace, per la popolazione civile, per l'area e per Israele, ma anche per la nostra economia, con il prezzo del petrolio che sta già calando… pic.twitter.com/KaOHdY9348
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) April 8, 2026
Sollievo per lo stop di due settimane al conflitto in Iran è stato espresso anche dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
ha detto Mantovano.
Anche il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ha sottolineato l’importanza di fare pressioni a livello europeo per rendere la tregua una pace duratura:
Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha puntato l’attenzione sulla questione dei rincari di benzina e gasolio, avvertendo contro eventuali speculazioni adesso che il transito nello Stretto di Hormuz è ripreso e – salvo imprevisti – dovrebbe continuare per almeno due settimane, consentendo i rifornimenti di carburanti.
Ha dichiarato il leader della Lega.