Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha tenuto oggi, 7 aprile 2026, un'informativa urgente alla Camera dei Deputati sull'utilizzo delle basi militari Usa in Italia, nel contesto della guerra in Medio Oriente, con particolare riferimento allo stop all'atterraggio di bombardieri americani a Sigonella.
L'intervento è arrivato dopo le richieste di maggioranza e opposizione di avere chiarimenti dopo le tensioni legate al conflitto Iran-Usa-Israele.
Dopodomani, giovedì 9 aprile, in Parlamento sarà la volta della premier Giorgia Meloni.
Crosetto ha ribadito che rispettare gli accordi con gli Stati Uniti sulle basi militari "non significa essere in guerra", sottolineando la continuità di oltre 75 anni nell'applicazione dei trattati, mai messa in discussione da nessun governo italiano.
Il ministro ha precisato che l'Italia, come membro Nato, è per il rispetto dei trattati e delle leggi, ma che il Paese non è in alcun modo coinvolto in maniera diretta nel conflitto con l'Iran.
Rivolgendosi alle opposizioni, poi, Crosetto ha escluso "rotture isteriche o infantili", invocando l'unità nazionale di fronte a una "follia mondiale" che non esclude nemmeno la corsa alle armi nucleari e il rischio di un'escalation che può essere devastante.
Il governo italiano conferma di non essere in guerra né di volervi entrare. In questo modo, l'esecutivo carca di mantenere le distanze dall'offensiva di Usa e Israele in Iran, definita "fuori dal diritto internazionale".
La premier Giorgia Meloni ha già avuto modo di assicurare che l'Italia resta fuori dal conflitto iraniano.
La presenza dei nostri militari nel Golfo è solo a scopo difensivo.
Anche nel corso della sua missione in Medio Oriente, il presidente del Consiglio ha sottolineato che la nostra priorità è garantire la sicurezza dei italiani che abitano quella regione.
Crosetto, infine, ha indicato che eventuali richieste Usa sulle basi sarebbero discusse in Parlamento, ma che ad oggi non ne sono pervenute.
Per questo, il ministro della Difesa ha ribadito la fedeltà agli alleati, ma senza alcuna subalternità.