07 Apr, 2026 - 16:10

Lockdown energetico, scorte quasi finite? La mossa dell’Italia in Europa accende lo scontro governo-opposizione

Lockdown energetico, scorte quasi finite? La mossa dell’Italia in Europa accende lo scontro governo-opposizione

Lo spettro del lockdown energetico spinge il governo italiano a rivedere la sua posizione sul tema della tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche.

Tra poco meno di un mese le riserve di petrolio e gasolio potrebbero non essere più sufficienti a sopperire le esigenze nazionali rendendo necessaria l'adozione di misure di austerity.

Mentre tra Palazzo Chigi e Ministero dell'Ambiente si studia un piano d'emergenza da adottare in caso di necessità, in Europa il governo italiano fa pressioni sulla Commissione affinché si assumano iniziative comunitarie in risposta al perdurare della crisi e una di queste è proprio la richiesta di tassare i ricavi extra prodotti dalle aziende energetiche correlati all'aumento dei prezzi dei carburanti.

Il tema degli extraprofitti è sempre stato un tabù per l'esecutivo, dove sensibilità diverse non hanno mai consentito di arrivare ad una tassazione ed esempio degli istituti bancari (proposta della Lega ad ogni manovra di Bilancio) o delle compagnie energetiche e dei giganti del web.

La gravità della situazione attuale e il rischio di un ulteriore peggioramento della situazione ha portato partiti da sempre contrari ad ammorbidire le proprie posizioni, mentre dall'opposizione piovono critiche per il ritardo con cui l'esecutivo si è mosso su una proposta che il centrosinistra aveva avanzato da tempo.

Extraprofitti energetici: cosa ha chiesto l’Italia all’Unione Europea

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, insieme ai colleghi di Spagna, Germania, Portogallo e Austria hanno chiesto all'Unione Europea di tassare gli extraprofitti delle aziende energetiche attivando una sorta di 'clausola di solidarietà' temporanea che consenta alle compagnie di contribuire alla grave crisi innescata dalla guerra in Iran.

L'idea è tassare i profitti straordinari derivanti dalla guerra così da alleviare i disagi per consumatori e contribuenti. 

La richiesta è contenuta in una leggere inviata alla commissaria europea per il Clima, Wonke Hoekstra.

Dalla commissione fanno sapere di stare esaminando la richiesta e che l'esecutivo Ue è sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri su possibili misure mirate per rispondere alla crisi energetica, richiamando le lezioni apprese nel 2022 e lo strumento temporaneo di solidarietà allora introdotto. 

"Sebbene non siamo nella stessa situazione, è importante tenere conto dell’esperienza maturata", ha aggiunto.

Opposizione all’attacco: da Fratoianni a Magi, tutte le critiche al governo

Intanto i leader del centrosinistra criticano il ritardo con cui l'esecutivo ha affrontato la questione. Il leader di Avs, Nicola Fratoianni parla di fallimento "su tutta la linea" del governo che scoprirebbe "solo ora gli extraprofitti".

Un'osservazione ironica, quella del leader di Sinistra Italiana che dichiara: 

virgolette
Giorgetti, scopre ora dopo tutti questi anni passati in quel ministero, che forse si potrebbe ora tassare i giganteschi extraprofitti delle conpagnie energetiche. Davvero degli statisti albergano nelle stanze del potere della destra. Meloni, i suoi ministri, la destra al governo, questa la verità ha fallito su tutta la linea e farebbero bene ad andare a casa al più presto.

Fratoianni poi attacca:

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È imbarazzante vedere Giorgia Meloni in giro con il cappello in mano di fronte a emiri e padroni di gas e petrolio di varia natura, cercando peraltro di mettere 4200 chilometri fra lei e i disastri che combinano i suoi ministri e sottosegretari, per rispondere alla crisi economica provocata dal suo amico Trump.

Dello stesso avviso l'altro leader di Avs, Angelo Bonelli:

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Le società energetiche hanno accumulato oltre 70 miliardi di extraprofitti, ma il governo non interviene per redistribuirli a favore di famiglie e imprese: una scelta politica che tutela i grandi interessi. Serve un cambio radicale: investire nelle rinnovabili e ridurre strutturalmente i costi. Continuare col gas significa condannare l’Italia a inseguire le crisi.

Evidenzia i limiti della politica energetica del governo Meloni, anche il segretario di +Europa, Riccardo Magi:

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“In questi quattro anni di governo, Meloni avrebbe dovuto elaborare un piano per l’approvvigionamento energetico con un progressivo affrancamento dalle fonti fossili. E invece ha preferito rincorrere le follie negazioniste di Trump che hanno affossato le strategie internazionali per la riduzione della dipendenza da idrocarburi legandoci drammaticamente ancora al petrolio”,

conclude Magi.

Schlein accusa Meloni e Trump: lo scontro politico sulla crisi energetica

Duro anche l'attacco della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha puntato il dito contro i rapporti tra il governo italiano e Donald Trump:

virgolette
Le parole di Trump sono distanti anni luce dai nostri valori costituzionali, parole deliranti dalle quali l’Italia migliore si dissocia nella maniera più netta. Ma perché Giorgia Meloni non riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi? Perché non riesce a dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportando i continui aumenti del carburante e dell’energia?. 

Si chiede Elly Schlein che poi incalza sulle difficoltà causate dalla crisi energetica.

virgolette
Così non si può andare avanti, le famiglie sono in bolletta e le imprese perdono competitività. Essere acriticamente subalterni a Trump ci sta causando solo danni: lui si deve fermare e questa guerra illegale deve finire, il governo lo deve dire con chiarezza.
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