Anche senza elezioni anticipate, sembrerebbe essere iniziata la lunga campagna elettorale che porterà l'Italia alle urne il prossimo anno. Con tanto di colpo basso.
Oggi, Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report pubblicano una foto della premier con un uomo accusato di essere vicino al clan camorristico dei Senese alludendo a possibili legami con il suo partito.
La premier, dal canto suo, ha reagito con un post sui suoi canali social, dicendo che si tratta solo di un tentativo di colpire la sua reputazione da parte di chi non fa giornalismo, bensì politica.
Ma chi è l'uomo della camorra che ha voluto una foto con la nostra premier?
Chi è l'uomo della camorra che ha fatto un selfie con Giorgia Meloni
L'uomo al centro dello scandalo (o presunto tale) è Gioacchino Amico. Il Fatto Quotidiano lo descrive così:
Referente del clan Senese in Lombardia. Oggi è uno dei principali imputati nel processo Hydra di Milano e migliaia di pagine di intercettazioni lo indicano come uno degli ingranaggi cruciali del Consorzio mafioso lombardo. Siciliano di nascita ma adottato dalla camorra romana dei Senese, Amico è l'uomo che ha fatto sedere allo stesso tavolo i referenti milanesi di Matteo Messina Denaro, i capi delle locali lombarde della 'ndrangheta e il clan di Michele 'o pazzo, il capomafia più potente della capitale
Il selfie con Giorgia Meloni, Amico l'ha scattato il 2 febbraio 2019, ben prima che la leader di Fratelli d'Italia diventasse presidente del Consiglio.
I due si sono visti all'Hotel Marriot di Milano in occasione di una convention del partito.
La risposta di Giorgia Meloni
Dopo la missione in Medio Oriente, Giorgia Meloni, in Italia, si deve subito rituffare nel clima incandescente della campagna elettorale.
La foto che la ritrae con un uomo che sarebbe legato alla camorra è un colpo che ha pensato di parare così:
Oggi la “redazione unica”, composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi...
La premier ha sottolineato che i giornali "incriminati" hanno ricordato il fosco passato del padre, con il quale, però, non ha alcun rapporto da quando aveva 11 anni:
Inoltre, questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata. Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze
Chiarito questo, Giorgia Meloni ha rilanciato il suo impegno contro la mafia:
Il mio impegno contro ogni mafia è cristallino, coerente, duraturo. E ciò che abbiamo fatto al governo ne è la prova. Mentre altri liberavano dalle galere i boss mafiosi con la scusa del Covid, noi li arrestiamo e li teniamo dentro con il carcere duro, istituto che abbiamo salvato dallo smantellamento. Differenze. Ma a questi “professionisti dell’informazione” non importa niente. Tutto serve a gettare fango nel ventilatore e a fare da grancassa mediatica agli interessi di partito. Nessun giornalismo, solo politica. Poco importa. Non sono una persona che si fa intimidire dagli squallidi attacchi di gente in malafede