19 Apr, 2026 - 18:00

Commissione Covid, è ancora scontro sulle mascherine cinesi: cosa accadde davvero?

Commissione Covid, è ancora scontro sulle mascherine cinesi: cosa accadde davvero?

Nuovo scontro in Commissione Covid sulle mascherine cinesi, tra perizie, controlli Adm e accuse incrociate, resta aperta la battaglia politica sulle responsabilità dell’emergenza. 

Al centro dell’audizione dei giorni scorsi le analisi e i controlli effettuate dai laboratori dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) e sulle perizie giudiziarie disposte dal Tribunale di Gorizia.

A essere ascoltati sono stati un dirigente e una funzionaria dell’Agenzia, chiamati a chiarire le procedure adottate per certificare la conformità dei dispositivi.

La seduta, inizialmente tecnica, si è presto trasformata in uno scontro politico tra centrodestra e centrosinistra. La discussione verteva principalmente su due questioni: se le mascherine fossero state conformi alle norme emergenziali italiane ed europee e se eventuali falle nei controlli fossero state sottovalutate o ignorate dal governo dell’epoca.

Commissione Covid, Buonguerrieri: "Esami parziali sulle mascherine, si indaghi per epidemia dolosa"

Il centrodestra, rappresentato da Fratelli d’Italia, ha sottolineato presunte criticità nei controlli effettuati sulle mascherine arrivate in Italia nei mesi della prima emergenza Covid. La deputata Alice Buonguerrieri ha dichiarato: 

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Una gravissima falla all’Agenzia delle Dogane permetteva di sdoganare dispositivi di protezione individuale potenzialmente inidonei e pericolosi per la salute, finiti negli ospedali, tra le forze dell’ordine e tra i comuni cittadini italiani.

Buonguerrieri ha evidenziato che i laboratori erano stati accreditati solo a fine 2021 e che, fino a quel momento, svolgevano "esami chimico-fisici parziali sulle mascherine, in violazione delle norme di riferimento."

Secondo la deputata, questo avrebbe portato gli operatori doganali a sdoganare mascherine senza una verifica completa, una circostanza che si somma, secondo lei, ai controlli solo documentali effettuati da Inail e Istituto superiore di sanità su dispositivi cinesi basati su documenti spesso falsi.

In chiusura della sua nota, Buonguerrieri ha aggiunto: 

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Questi dispositivi inidonei potrebbero aver favorito contagio e decessi. Fratelli d’Italia torna a sollecitare le procure affinché indaghino su ipotesi di epidemia dolosa.

Mascherine cinesi al centro dello scontro: le accuse di Pd e M5s

Il centrosinistra, composto da Pd e Movimento 5 Stelle, ha reagito accusando il centrodestra di usare il caso a fini politici. La senatrice Pd Ylenia Zambito ha affermato: 

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Altro che mascherine farlocche: a non essere attendibili erano le analisi effettuate da un’azienda non accreditata. Qualcuno lo spieghi alla Presidente del Consiglio e ai parlamentari di Fratelli d’Italia.

La capogruppo Pd in commissione ha spiegato che, dalle audizioni, "è emerso in modo chiaro che le mascherine cinesi, oggetto di un’indagine durata quattro anni, erano conformi, come dimostrato dalle analisi effettuate dalla stessa Agenzia. Non a caso il Tribunale del Riesame di Gorizia aveva disposto il dissequestro delle mascherine, nonostante questo e nonostante le verifiche dell’Adm, si è continuato a sostenere il contrario”.

Anche il Movimento 5 Stelle ha difeso i funzionari dell’Adm. Il capogruppo Alfonso Colucci ha scritto:

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Dichiarando che chi non ha certificazione non può giudicare le mascherine, Fratelli d’Italia commette un clamoroso autogol, dal momento che ha sempre usato la perizia proprio di una società non certificata per giustificare la falsa accusa della circolazione di ‘mascherine farlocche’. Una perizia peraltro giudicata inattendibile dalla Procura e da oggi, a quanto pare, anche da FdI.

Colucci ha concluso sottolineando la "furia ideologica" con la quale "i commissari del partito della premier continuano ad attaccare, intimidire e minacciare di conseguenze penali i servitori dello Stato che nel periodo più tragico della storia della Repubblica hanno fatto il loro dovere per il Paese, cercando di ottenere da loro risposte utili alla propaganda dell’attuale governo".

La seduta della Commissione Covid ha quindi confermato come il tema delle mascherine cinesi rimanga un terreno di confronto acceso, tra valutazioni tecniche e narrazioni politiche contrastanti, con accuse reciproche di responsabilità e strumentalizzazioni.

 

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