05 Apr, 2026 - 10:09

I social e il resort in Costiera: così è stato catturato Roberto Mazzarella, latitante da un anno

I social e il resort in Costiera: così è stato catturato Roberto Mazzarella, latitante da un anno

Aveva deciso di trascorrere le festività pasquali insieme alla sua famiglia, in una villa di lusso affacciata sul mare della Costiera Amalfitana. Una parentesi di normalità che si è rivelata un errore fatale per Roberto Mazzarella, boss dell'omonimo clan, da oltre un anno nella lista dei quattro latitanti più pericolosi d'Italia, arrestato all'alba di ieri, 4 aprile, dopo oltre un anno di fuga. Decisivo, per arrivare a lui, il monitoraggio dei social e dei flussi economici dei familiari.

Il blitz silenzioso all'alba nella villa di lusso

L'operazione è scattata quando era ancora buio. I carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno circondato la villa di Vietri sul Mare - con accesso riservato e vista mozzafiato, fino a mille euro a notte - , scelta dal boss e dai suoi familiari per trascorrere le festività, e lo hanno tratto in arresto.

Mazzarella non ha opposto resistenza, chiedendo però ai militari di non spaventare i figli. Durante la successiva perquisizione, nella villa sono stati trovati circa 20mila euro in contanti, orologi di marca, documenti falsi e manoscritti ritenuti riconducibili alla gestione economica del clan. Materiale che sarà ora analizzato per risalire a dinamiche e attività dell'organizzazione.

Decisivi i movimenti social ed economici familiari

La cattura segue un anno di indagini. Un lavoro paziente, basato sull'osservazione dei contatti più stretti del latitante. Decisivo il monitoraggio dei flussi finanziari e dell'attività social dei familiari.

Gli investigatori avevano notato, nei giorni scorsi, movimenti sospetti verso la Costiera Amalfitana e contenuti che lasciavano intuire una possibile riunione familiare. Da lì, l'intuizione: Mazzarella sarebbe stato presente.

Il blitz è stato pianificato con il supporto dei Cacciatori di Calabria, delle aliquote di primo intervento, con il controllo via mare della Capitaneria di porto. Azione che non ha lasciato margine di fuga.

Una latitanza lunga un anno: chi è il boss Mazzarella

Mazzarella, 48 anni, era latitante dal gennaio 2025, quando riuscì a sfuggire a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli. È accusato di omicidio aggravato dal metodo mafioso in relazione a un delitto avvenuto nel 2000.

Secondo l'accusa, sarebbe stato tra i responsabili dell'uccisione, in una salumeria a San Giovanni a Teduccio, di Antonio Maione, in una vendetta trasversale maturata all'interno di dinamiche criminali tra gruppi rivali. 

Il servizio di Marcella Maresca per il Tg2 - 4 aprile 2026.

Considerato ai vertici del clan di famiglia, figurava tra i latitanti di massima pericolosità indicati dal Ministero dell'Interno. Il suo arresto, come ha evidenziato la premier Giorgia Meloni, rappresenta

virgolette
un colpo importante alla camorra e un segnale chiaro: lo Stato c'è e non arretra. Il governo - scrive ancora Meloni - continuerà a fare la sua parte, sostenendo con determinazione il lavoro di chi ogni giorno combatte la criminalità organizzata per difendere legalità e sicurezza. 
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