Nemmeno a Pasqua Marco Travaglio si sente di essere più buono con il Governo Meloni.
Oggi, prendendo spunto dall'ultimo caso che ha investito l'esecutivo, quello di Claudia Conte, la giornalista autodichiaratasi compagna del ministro Piantedosi, è tornato a rompere le uova nel paniere di Palazzo Chigi e dintorni.
Il direttore del Fatto Quotidiano ha ricordato che Meloni, nel suo discorso di insediamento, il 25 ottobre 2022, aveva promesso che avrebbe premiato il merito, che nessuno più di lei, una underdog, conosceva il valore della meritocrazia.
Oggi, invece, rischia di chiudere la legislatura attorniata da ministri, sottosegretari e capi di Gabinetto che le procurano solo guai e imbarazzi.
Marco Travaglio non ha creduto nemmeno per un minuto che quello di Giorgia Meloni potesse essere un buon governo. Ma aveva condiviso il discorso d'insediamento della premier. Peccato, però, che "anziché i pronostici, abbia stravolto le premesse e le promesse".
Perché? All'indomani della sconfitta al referendum e della catena di dimissioni che ha preteso la stessa premier, la risposta è fin troppo facile:
Questo è il punto per Marco Travaglio: nella formazione del suo governo, Giorgia Meloni, più che il merito, ha seguito la strada del conflitto d'interessi.
Qualche esempio? Il direttore del Fatto è stato prontissimo a darlo:
Ma non finisce qui. Che il governo sia nato male e ora rischi di morire peggio, Travaglio lo imputa anche al parentismo e "all'amantismo", per dirla alla Mario Giordano.
Come si fa a dimenticare la nomina di Francesco Lollobrigida, "il di lei cognato", solo per citare un caso? E poi come non ricordare il caso Boccia e quello, appena scoppiato, di Claudia Conte?
A proposito di quest'ultimo, Travaglio pronostica per Piantedosi un finale peggiore di quello di Sangiuliano: