03 Apr, 2026 - 17:24

Perché Meloni è volata in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati: la strategia dietro la missione lampo

Perché Meloni è volata in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati: la strategia dietro la missione lampo

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è volata a Gedda, in Arabia Saudita, per una missione lampo di 48 ore nel Golfo Persico che comprenderà anche tappe in Quatar ed Emirati Arabi.

Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, il viaggio a sorpresa della premier ha come obiettivo quello di consolidare la sicurezza energetica dell'Italia e fare un punto con i Paesi partner nell'area del Golfo. 

Il dossier della sicurezza energetica preoccupa il governo italiano.

 La presidente del Consiglio sarebbe partita per il Medio Oriente subito dopo l'approvazione in Consiglio dei Ministri del Dl Carburanti, il secondo varato dall'esecutivo in meno di un mese con la proroga del taglio delle accise su benzina e gasolio.

Il protrarsi del conflitto in Iran mette alla prova la resilienza energetica nazionale, molto dipendente dalle importazioni di materie prime energetiche dal Golfo Persico.

Meloni sbarca a Gedda: cosa prevede la missione lampo

La notizia della missione di Giorgia Meloni nel Golfo Persico si è diffusa nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 3 aprile, dopo il suo arrivo a Gedda. Si tratta di un viaggio diplomatico a sorpresa di due giorni, durante il quale la premier incontrerà i rappresentanti dei Paesi del Golfo, con tappe previste in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti.

L’obiettivo della visita di Meloni, sottolineano fonti di Palazzo Chigi, "è rafforzare le relazioni con queste Nazioni e ribadire il sostegno dell’Italia di fronte agli attacchi iraniani, consolidando al contempo un partenariato strategico sempre più solido".

La missione mira, inoltre, a rafforzare la sicurezza energetica nazionale: 

"il Golfo rappresenta infatti una fonte cruciale di petrolio e gas per l’Italia e ha un ruolo determinante nell’andamento dei prezzi energetici globali", proseguono le stesse fonti.

La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte del governo di Teheran, insieme ai bombardamenti subiti da diversi impianti di petrolio e gas naturale nella regione, mette a rischio gli approvvigionamenti nazionali, rendendo la visita di Meloni strategica.

Prima visita di un capo occidentale dall’inizio del conflitto: perché ora?

Si tratta, inoltre, della prima visita di un capo di governo occidentale nella regione dall’inizio del conflitto.

Il dossier della sicurezza energetica rappresenta, al momento, la principale preoccupazione del governo italiano. 

Il perdurare della crisi in Iran e l’aumento dei prezzi di gas, benzina e gasolio sono variabili imprevedibili che sfuggono al controllo.

L’esecutivo ha stanziato un ulteriore mezzo miliardo di euro per finanziare il taglio delle accise su benzina e gasolio fino al 1° maggio 2026. La speranza è che, nel frattempo, lo Stretto di Hormuz venga riaperto al transito delle petroliere e delle navi metaniere e che la crisi si avvii verso la conclusione

Nel frattempo su X l'ambasciata iraniana a Roma invita il governo italiano a chiedere lo stop dell'aggressione Usa- Israele "prima di parlare di riapertura dello stretto di Hormuz" 

"Se siete preoccupati per la crisi globale dell’energia e dei fertilizzanti costringete gli aggressori a porre fine completamente e definitivamente alla guerra, affinché la stabilità possa tornare nella regione".

Scrive la rappresentanza di Teheran.

 

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