03 Apr, 2026 - 15:28

"La sinistra è una torre di Babele": l'accusa di Mario Sechi dopo lo scoop di Conte con l'emissario di Trump

"La sinistra è una torre di Babele": l'accusa di Mario Sechi dopo lo scoop di Conte con l'emissario di Trump

Dopo aver incastrato Giuseppe Conte a pranzo con l'emissario di Trump, Mario Sechi paragona il centrosinistra a una torre di Babele.

Il Campo largo ha vinto il referendum sulla riforma della Giustizia, certo. Ma ora che dovrebbe passare dalla fase distruttiva a quella costruttiva facendo proposte attorno a un leader riconosciuto da tutta la coalizione, torna ad annaspare.

Anzi: secondo Sechi, torna a parlare lingue diverse.

La sinistra torre di Babele: l'accusa di Mario Sechi

Mario Sechi, in apertura del suo editoriale di oggi, si chiede come si regolano i rapporti tra i partiti del Campo largo.

Se il centrosinistra aspira davvero a prendere il posto del centrodestra al governo in occasione delle elezioni politiche del 2027, deve pur condividere delle regole.

Fatto sta che così non è, a detta del direttore di Libero: ci sono più dati di cronaca a confermarlo.

Il primo è quello derivante proprio dallo scoop messo a segno in settimana dal suo giornale, che ha beccato Giuseppe Conte attovagliato con l'emissario di Donald Trump.

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Il pranzo di Giuseppe Conte con Paolo Zampolli, uomo d'affari vicino a Donald Trump, ha confermato la natura double-face del leader pentastellato

Il secondo dato di cronaca rievoca un editoriale apparso in settimana sul Corriere della Sera a firma di Paolo Mieli, con cui si invitava Elly Schlein a evitare le primarie e a lasciare spazio, per la leadership della coalizione, proprio all'Avvocato del Popolo:

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Nel Pd serpeggiano dubbi esistenziali sulla sua chiamata (a furor di editoriali) come candidato premier del Campo largo...

Per Sechi, poi, ci sono due vecchi dirigenti del Pd come Goffredo Bettini e Rosy Bindi che vanno in direzioni opposte:

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Bettini scrive che dopo l'euforia, abbiamo dato qualche segnale sbagliato. Egli parla come l'eminenza rossa, sa che discutere di candidato premier è nitroglicerina...

Al contempo, boccia l'idea di Bindi di fare di Bersani una sorta di papa straniero. Per lui, "è una ricerca verticistica, irrealistica, inopportuna del cosiddetto federatore".

Chi lavora per Conte

Nel Pd, allora, c'è chi nemmeno tanto sottotraccia lavora per Giuseppe Conte candidato premier al posto di Elly Schlein?

Per Sechi, la risposta è sì, visto che a Bettini si affinca anche Franceschini. Tuttavia:

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Trasformare Conte nel candidato naturale del Campo largo è in realtà un passaggio artificiale, anche con le primarie, perché ribalta i ruoli e i rapporti di forza...

Come dire: vedere che nel Pd, il primo partito del centrosinistra, una buona parte di esso lavora per la leadership del presidente del Movimento Cinque Stelle, è quantomeno curioso.

Il passato che non insegna nulla

Per Sechi, un segnale che il passato, dalle parti del Nazareno, non insegna nulla:

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Il Pd è già uscito malconcio dall'esperimento del governo giallorosso. Subito dopo quell'avventura ha cambiato tre segretari (Zingaretti, Letta e Schlein) e ha perso le elezioni del 2022 per incompatibilità ambientale con i Cinque Stelle...

Anche per questo, allora, il Campo largo è una torre di Babele, dove ognuno parla una lingua diversa.

Tanto più che oggi, proprio su Libero, una delle poche esponenti riformiste del Pd, Lia Quartapelle, avverte che se i dem di legheranno ai Cinque Stelle sarà un harakiri politico:

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La destra ha i suoi problemi da risolvere, ma a sinistra ora si sente il frastuono della torre di Babele

conclude il direttore. 

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