È stata eseguita l’autopsia sul corpo di Gherda Caruso, la donna di 50 anni trovata morta nella sua abitazione a Palermo lo scorso 25 marzo.
Ci vorranno altri 60 giorni per fugare i dubbi sul decesso: l'esame autoptico non ne ha chiarito le cause. Il marito Giuseppe Greco è stato iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale.
L'esame sulla salma di Gherda Caruso è stato eseguito dal medico legale Tommaso D’Anna. Secondo quanto emerso, non ha chiarito se le cause della morte siano riconducibili a un avvelenamento, come denunciato dai genitori della donna.
Per avere maggiori elementi saranno necessari altri due mesi per l'esito degli esami tossicologici e delle analisi istologiche sui campioni prelevati dagli organi vitali.
L'autopsia ha confermato che Gherda Caruso, come dichiarato anche dai familiari, soffriva di diabete e di una patologia cardiaca.
Inoltre, l'esame autoptico, come già emerso a una prima ispezione cadaverica, non ha riscontrato segni di violenza sul corpo.
Per la morte della donna la Procura ha iscritto nel registro degli indagati il marito Giuseppe Greco, 46 anni, ipotizzando il reato di omicidio preterintenzionale. Un atto dovuto, proprio per poter permettere all'uomo di nominare un consulente che partecipasse all'autopsia, atto irripetibile.
Sono stati i genitori della 50enne a sporgere querela con l'obiettivo, come hanno fatto sapere i loro legali, di ottenere risposte precise su quanto accaduto.
Il 46enne si è sempre difeso dalle accuse, affermando di non aver mai fatto del male alla moglie. Non risultano denunce da parte di Caruso nei confronti del marito, né segnalazioni dai vicini per litigi nella coppia.
Intervistato dal programma di Canale 5 "Dentro la notizia", Greco ha raccontato la sua versione dei fatti, ribadendo che la moglie soffriva di patologie e che lui è tornato a casa trovandola già morta.